Il Pd teme «tranelli»: per la legge elettorale si va verso la fiducia

Il Pd teme «tranelli» sulla legge elettorale e per questo chiede a Gentiloni di apporre la fiducia. La questione, su cui il governo si mostra possibilista, però, agita le acque a poche ore dall’apertura del voto alla Camera. E, anche chi è favorevole alla legge, fa sapere che della fiducia non ne vuole sapere. 

Il Pd si gioca «l’ultima opportunità»

«A qualche settimana dallo scioglimento del Parlamento, questa è l’ultima opportunità che abbiamo sulla legge elettorale. E quindi evidentemente vogliamo evitare che, anche per mancanza di fiducia che ci può essere tra i diversi partiti che qui dentro siedono, ci sia qualche tranello che alla fine impedisca di arrivare fino in fondo», ha detto il capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, annunciando la richiesta del voto di fiducia, frutto di «una valutazione della maggioranza». «Lo vedremo», è stata la replica del ministro e vicesegretario del Pd, Maurizio Martina, che ha chiarito che «ci sono dei ragionamenti in corso. Vedremo nelle prossime ore se si andrà verso la fiducia».

Maggioranza a rischio sui voti segreti

L’ipotesi, però, ha provocato una vera sollevazione in Parlamento, dove il numero di emendamenti depositato non è tale da giustificare il voto blindato: sono 200, non così tanti per una legge elettorale di questa centralità. Ma, come spiegato dallo stesso Rosato, a preoccupare in realtà sono i voti segreti, circa 50, che potrebbero riservare sorprese sgradite. La legge in teoria può contare su 444 voti favorevoli su 630, ma “nel segreto dell’urna” potrebbero arrivare defezioni, che sarebbero catastrofiche nel caso in cui si registrassero su emendamenti che modificano l’impianto del Rosatellum. Si teme, dunque, soprattutto il “fuoco amico”. E lo scenario non è così improbabile: Mdp ha già fatto sapere di voler chiedere il voto segreto, per il quale basta la firma di 20 deputati.

Le reazioni alla fiducia sulla legge elettorale

Per gli ex Pd di Mdp «si scherza col fuoco», mentre il M5S ha parlato della fiducia come di «un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini». «Gentiloni si opponga e Mattarella intervenga!», ha tuonato su twitter il deputato pentastellato Danilo Toninelli. Dal centrodestra Lega e Forza Italia hanno fatto sapere che non voteranno la fiducia, anche se non ritirano il sostegno al Rosatellum. «Non voteremo la fiducia, ma diremo sì alla legge», ha fatto sapere il Carroccio, mentre il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta, ha chiarito che «Forza Italia voterà sì alla legge, pur non partecipando, ovviamente, alla votazione sulla fiducia». Il Rosatellum, ha detto Brunetta, è il «miglior compromesso possibile». 

FdI: «Strabiliati dall’impudicizia di governo e Pd»

«Siamo strabiliati dall’impudicizia del governo e del Pd. Ora si s’inventano la “fiducia tecnica”, una specie di nuovo istituto di diritto parlamentare», ha commentato il capogruppo alla Camera di FdI, Fabio Rampelli, ricordando che «la fiducia è l’atto politico per eccellenza e se viene apposta sulla legge elettorale è sintomo di un atto impuro, il governo che vuole imbavagliare e ricattare l’opposizione. Il renzismo più arrogante e spregiudicato sopravvive al suo inventore».