Il giorno nero del governo, si dimette anche Bubbico: Mdp si sfila dalla manovra

Il 3 ottobre 2017 potrebbe essere ricordato nel dario di Gentiloni come una data decisamente nefasta. In un giorno solo si sono dimessi due membri dell’esecutivo, ancorché per ragioni diverse. Prima sono arrivate le dimissioni del sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi per una presunta vicenda di Parentopoli denunciata dalle Iene. Poi nel pomeriggio un’altra mazzata, decisamente più dolorosa perché strettemente politica e piuttosto preoccupante per la tenuta delle maggioranza di governo. A dire addio questa volta è il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. La decisione è stata presa dopo che i gruppi di Mdp alla Camera e al Senato hanno stabilito di non votare la relazione sul Def mentre diranno sì allo scostamento di bilancio. «In questo momento non mi sento più politicamente dentro questa maggioranza», ha detto dopo la riunione dei gruppi parlamentari il coordinatore di Mdp, Roberto Speranza. «Abbiamo chiesto al governo una svolta sulle questioni sociali, sul diritto allo studio, sul mercato del lavoro. La relazione di Padoan di oggi è stata sinceramente insufficiente».

Dal Pd sono subito partiti colpi di contraerea. «È un grave errore quello di Mdp sul Def. Noi invece andiamo avanti con responsabilità e serietà. Il Partito democratico sostiene il governo nelle sue scelte, a cominciare dal blocco degli aumenti Iva», ha commentato il vicesegretario Martina. Non meno duro il commento di Matteo Richetti, portavoce della segreteria del Pd. «Noi votiamo il Def per continuare a aumentare occupazione e crescita. Mdp vota no, per aumentare Iva a imprese e consumatori». Ma ormai il danno per la maggioranza è fatto.