Il fratello del terrorista di Marsiglia, foreign fighter in Siria e “maestro” di radicalizzazione

Una figura enigmatica, relazioni pericolose e uno stato d’animo minaccioso che, date le ultime acquisizioni in mano agli investigatori, preoccupava non poco gli investigatori italiani, avvertiti della sua presenza in Italia: incarna tutto questo e, quanto si apprende dagli ultimi sviluppi, anche molto di più riguardo Anis Hannachi, fratello dell’attentatore di Marsiglia, da qualche giorno in Italia.

Fratello del terrorista di Marsiglia, foreign fighter in Siria

E allora, un passato da Foreign Fighter in Siria e in Iraq e un presente da fuggitivo tra Francia e Italia che gli aveva provocato anche dei sentimenti di «stanchezza, disagio e turbamento»; una presenza scomoda e inquietante la sua nel nostro paese, segnalata dalle autorità francesi, che ipotizzavano il suo arrivo in Italia già dal 27 settembre scorso, e che ha segnalato le sue prime tracce in Liguria il 4 ottobre scorso, mentre successivamente è stato localizzato a Ferrara, dove sabato sera è stato arrestato dalla Polizia mentre, di notte, percorreva in bicicletta le vie della città. «Per il momento non collabora», precisa il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. Allo stato attuale delle indagini, «non emergono segnali riguardanti la possibile pianificazione di atti sul nostro territorio», spiega il direttore del servizio centrale antiterrorismo Lamberto Giannini, certo è che con quel curriculum alle spalle era lecito aspettarsi di tutto…

È stato lui a radicalizzare il fratello killer di Marsiglia

E allora, l’indagine che ha portato all’arresto di Hanachi «promette di avere interessanti sviluppi», ha rilevato Roberti. E Francesco Caporale, procuratore aggiunto di Roma, ha ricordato che «l’attentato di Marsiglia risale al 1 ottobre», quindi l’inchiesta è «appena avviata». Dalle prime risultanze emerge però che sarebbe stato proprio Anis a «radicalizzare» verso un percorso jihadista il fratello Ahmed, autore dell’attentato di Marsiglia. Hannachi era giunto una prima volta in Italia nel 2014. Identificato, era stato espulso, «ma all’epoca non aveva dato segni di radicalismo religioso», ha precisato Giannini. Detto questo, «se dovessero essere confermati i primi risultati delle indagini – ha rilevato il generale Pasquale Angelosanto, Comandante del Ros carabinieri – ci troveremmo di fronte ad una struttura organizzata su base familistica». Hannachi, ha spiegato Claudio Galzerano, direttore della divisione antiterrorismo internazionale dell’Ucigos, è stato fermato sabato notte dalla Polizia mentre andava in bicicletta per le strade di Ferrara. «Era senza documenti, ha detto di essere algerino». Poi però, gli accertamenti foto-dattiloscopici e i riscontri provenienti dalla Tunisia hanno consentito di accertare che si trattava proprio del fratello dell’attentatore di Marsiglia. A questo punto Hannachi sarà riconsegnato alle autorità francesi che avevano emesso il mandato di arresto europeo nei suoi confronti. E i «tempi di riconsegna alla Francia – ha assicurato Roberti – saranno molto ridotti».