I migranti alzano il tiro: «Non vogliamo il vostro cibo, vogliamo i soldi»

E’ scoppiata la protesta dei migranti all’ex Cottolengo di via San Jacopoa a Pisa. Una cinquantina dei 178 immigrati ospiti del centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa hanno sbarrato il cancello con i cassonetti, chiudendo fuori anche gli operatori. Rifiutano il pasto garantito dal catering e pretendono in cambio soldi contanti per acquistare cibo etnico da cucinarsi per sé. «E’ una richiesta irricevibile – ha replicato il presidente della Cri, Antonio Cerrai – perché questa soluzione la si può adottare in strutture più piccole e con altri numeri ma soprattutto ipotizzo che si tratti di una richiesta strumentale suggerita da persone ‘esterne’ al centro che così fanno male anche agli stessi ospiti». Lo apprendiamo dalla Nazione. 

I migranti rifiutano il nostro cibo

La protesta è preseguita nel caos più totale,  con i migranti «asserragliati» all’interno per tutto il giorno e solo in serata è tornala la calma quando i migranti hanno accettato di tornare sui propri passi. E’ stata la Croce Rossa a comunicare la pace (o la tregua) raggiunta, doo una delicata trattativa condotta direttamente dal presidente Antonio Cerrai. Le attività della struttura sono riprese. E’ stata distribuita acqua e frutta e riprenderà regolarmente  la distribuzione dei pasti». Patti chiari. «Dare i soldi al posto dei pasti non è possibile» – spiegano al centro. La cosa assurda è che in altri casi la richiesta degli immigrati è stata accolta. «In altre strutture abbiamo sostituito il catering con una cucina più ‘personalizzata’, ma qui questa soluzione non è percorribile: ci sono 178 persone e non è possibile che ciascuno pretenda di cucinare per se stesso». Da parte nostra siamo disponibili a collocare un container certificato con 3-4 linee di cottura e di andare a reperire il cibo nei negozi etnici del territorio». Gli abitanti dela zona sono imbufaliti. «È incredibile dover assistere a queste scene», dice una residente che abita a ridosso dell’ex Cottolengo. «Io comprendo le loro ragioni – aggiunge – ma anche loro dovrebbero capire che sono a casa d’altri e dovrebbero comportarsi con più rispetto e invece non è così: basti pensare al baccano che fanno la notte con la musica a tutto volume fino all’alba».