Grillo festeggia la nascita del movimento arruolando San Francesco

Il Beppe nazionale con il saio che parla agli uccellini. Il pauperismo grillino non è uno scoop, ma oggi, in occasione della festa del Santo di Assisi, Grillo ripropone la vocazione francescama. «Buon compleanno Movimento 5 Stelle! Tanti auguri a quelli che il 4 ottobre del 2009 erano al teatro Smeraldo a Milano con me e con Gianroberto». Così sul suo blog celebra gli otto anni dalla nascita del movimento. Ironia, giubilo e riflettori assicurati. 

Grillo e l’elogio di San Francesco

«Tanti auguri ai nostri consiglieri comunali sparsi in tutta Italia e che ora sono più di 2.000. Tanti auguri ai nostri sindaci, che affrontano situazioni incredibili, mentre sono impegnati a fare rinascere le città che si sono affidate al movimento per la loro riscossa civile e democratica. Tanti auguri ai consiglieri regionali, ai parlamentari nazionali e a quelli europei», scrive senza dimenticare tutti gli attivisti «che non prendono una lira per il loro impegno e che senza di loro non saremmo mai arrivati dove siamo oggi». Infine, ca va sans dir, tanti auguri a tutti i Francesco e le Francesca.

Come si cambia per non morire

Sorprendente ma anche un po’ scontato. Ci si aspetterebbe un panegirico del Santo firmato da dotti teologi, da parrocci, associazioni di volontariato votate alla povertà, e invece le parole più toccanti arrivano dall’ex comico che, a esorcizzare i guai giudiziari e l’emorragia di consensi, si arrampica sulle vette francescane nella sua accorata difesa degli ultimi, di chi non arriva a fine mese, di chi «proprio un lavoro non ce l’ha». Certo, tirare per la giacchetta l’autore del Cantico delle Creature e arruolarlo nel partito della Raggi non è il massimo,  ma tant’è. Grillo utilizza il Patrono d’Italia come testimone simbolico dell’eccitante storia del movimento. E anche per tirare un bilancio dei “successi” dell’ex movimento del Vaffa Day. Acqua passata quella, roba vecchia per il nuovo corso in doppio petto: Di Maio non è esattamente il prototipo del predicatore che riempie le piazze (anche se la base lo vorrebbe così). “Come si cambia per non morire…” chioserrebbe Fiorella Mannoia.