Giappone, Abe rivince le elezioni: ora il Sol Levante potrebbe riarmarsi

Giappone, vittoria schiacciante per il primo ministro Shinzo Abe alle elezioni che si sono tenute oggi. Ma la vera notizia non è questa. Il dato più rilevante è che, a questo punto, l’impero del Sol Levante potrebbe  procedere al riarmo, diventando nuovamente potenza militare del Pacifico. Ciò finora era impedito dalla Costituzione ,  che all’articolo 9  nega  al Giappone il “diritto alla guerra”.

Per cambiare la Costituzione, occorre una maggioranza qualificata. Ed è proprio quella che Abe si appresta a ottenere. Secondo le proiezioni, il suo partito liberaldemocratico (Ldp) e gli alleati del Komeito potrebbero aver raggiunto 310 seggi su 456, ottenendo appunto una maggioranza di oltre due terzi alla camera bassa.

 Abe non ha mai fatto mistero di voler emendare la Costituzione del Giappone nel punto, cruciale, del “pacifismo”. A spingere i nipponici in tale direzione, non è soltanto, come è facilmente immaginabile, la minaccia rappresentata dalla Corea di Kim Jong-un, ma, sullo sfondo, la pressione espansionistica della Cina, che ha tutti i mezzi  per sviluppare un temibile forza militare.

Resta da capire quale sarebbe, nel caso di un riarmo giapponese, la posizione degli Stati Uniti. Da un lato Washington potrebbe trarre profitto dalla rinata potenza strategica dell’alleato nipponico, nel senso di un più efficace contenimento della follia bellicista della Corea del Nord e delle mire egemoniche della Cina. Dall’altro, un Giappone di nuovo potente militarmente è cosa da creare non poche inquietudini negli Usa. La potenza americana è innanzi tutto una potenza navale. E ritrovarsi un nuovo player geostrategico nel Pacifico  non è cosa che ammiragli e generali Usa potrebbero gradire tanto facilmente. Un Giappone riarmato rappresenterebbe infatti la rottura di uno storico tabù, con tutte le conseguenze geopolitiche del caso.