Firenze, così il sindaco amico di Renzi tartassa i turisti e danneggia l’economia

Le tasse rappresentano una pulsione invincibile per la sinistra. Laddove governano quelli del Pd, spunta sempre fuori qualche balzello nuovo di zecca. Non fa eccezione Firenze, governata dal fedelissimo di Renzi, Dario Nardella. “Inaccettabile. Non si può pensare di coprire i costi di quella che a tutti gli effetti si presenta come  un’emergenza economica inasprendo il prelievo imposto con la tassa di  soggiorno, sfruttando i turisti per fare cassa”. Così il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi, dopo la decisione del Comune,  confermata dall’assessore al Bilancio Perra, di inasprire il prelievo  aumentando il ticket della tassa di soggiorno. Insomma, la sinistra tassa sempre e comunque, anche a costo di danneggiare l’economia cittadina.

“Più volte abbiamo sottolineato come questa imposta, da noi accettata  ovviamente a malincuore, debba essere utilizzata per reali servizi al turismo e per iniziative programmate in precedenza, cioè di respiro e  che guardano avanti nell’ottica di un reale miglioramento dei livelli  di accoglienza, non per ripianare le esigenze dell’amministrazione  comunale, così come adesso con la questione di Ataf – spiega Bechi –  Che sia un’emergenza appare chiaro anche dalle modalità in cui la  decisione dell’aumento della tassa è stata presa, convocando le  categorie economiche all’ultimo momento a fine ottobre per far entrare in vigore le nuove tariffe già dal primo gennaio, quindi senza alcuna  anticipazione e confronto reale”. “Forse l’amministrazione ancora non si è resa conto che i pacchetti di viaggio vengono fissati diversi mesi prima e che gli operatori  inseriscono tra le voci di spesa anche la tassa di soggiorno”.