FdI lancia l’allarme sul carcere di Pisa: «C’è un pericolo per la sicurezza»

Una «situazione inaccettabile» sulla quale il governo deve intervenire. È quella che ha trovato al carcere “Don Bosco” di Pisa una delegazione di FdI, che ha svolto un sopralluogo nella struttura e ha quantificato in 1o milioni lo stanziamento necessario al farla tornare a un funzionamento «dignitoso». 

FdI al governo: «Servono fondi»

«Per far tornare funzionante in modo dignitoso il carcere di Pisa servirebbero 10 milioni di euro, una cifra simile a quella utilizzata per riqualificare l’ex Opg di Montelupo e sprecata dal governo Renzi, per volontà del ministro Luca Lotti, dopo aver voluto puntare tutto sulla villa Medicea», ha sottolineato la delegazione, della quale facevano parte il deputato Achille Totaro, il capogruppo in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli e il consigliere comunale Filippo Bedini. «Il governo non faccia finta di non vedere quello che accade al Don Bosco e intervenga urgentemente per risolvere una situazione inaccettabile e ripristinare condizioni di decenza», è stata la richiesta di Fratelli d’Italia. 

Il 70% dei detenuti del carcere di Pisa è straniero 

«Circa il 70% dei quasi 300 detenuti è rappresentato da stranieri che non hanno il diritto di stare in Italia», hanno quindi riferito gli esponenti di FdI, sottolineando che «oltre a uno spreco di risorse immane, è un pericolo per la sicurezza e la stessa sicurezza di chi lavora nella struttura. Esiste una grave difficoltà di convivenza fra le varie etnie, presumibilmente le stesse che si contendono in città il controllo dei traffici malavitosi». «I rappresentanti della polizia penitenziaria che abbiamo incontrato questa mattina – hanno proseguito Totaro, Donzelli e Bedini – sono abbondantemente sotto organico e non in grado di controllare la situazione». Anche per questo la delegazione ha chiesto «al sindaco Filippeschi di farsi portavoce della richiesta di un’immediata integrazione del loro organico da presentare al ministero della Giustizia. Il limite della decenza è già stato superato e – hanno concluso – non ci stancheremo di chiedere per Pisa gli interventi per il necessario miglioramento delle condizioni di sicurezza».