Etruria, si va verso il maxi-processo. Il liquidatore si costituisce parte civile

Maxi udienza preliminare in vista del processo per il crac di Banca Etruria. Il gup del Tribunale di Arezzo, Giampiero Borraccia, nel primo dibattimento incentrato sulla richiesta di rinvio a giudizio per venti indagati (tra di loro gli ex presidenti Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi e gli ex vicepresidenti Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami e Alfredo Berni), ha riunificato i quattro filoni di indagine aperti dalla Procura di Arezzo, guidata dal procuratore capo Roberto Rossi, sul dissesto dell’istituto di credito aretino in un unico procedimento.

Banca Etruria, verso il maxi-processo

Si tratta dei due filoni che hanno per capo di imputazione principale la bancarotta fraudolenta (alcuni imputati sono tuttavia accusati solo di bancarotta semplice), quello che vede imputati otto sindaci revisori e quello a carico dell’ex direttore generale Luca Bronchi e dell’ultimo presidente della banca, Lorenzo Rosi, relativo alla liquidazione dello stesso Bronchi (1,2 milioni di euro). Dopo aver deciso circa la riunificazione dei procedimenti, il giudice Borraccia ha aggiornato l’udienza al prossimo 2 novembre.  È stato fissato anche il calendario delle udienze, fissate fino al 30 gennaio 2018, con una cadenza settimanale. Durante l’udienza del 2 novembre sarà affrontata la richiesta di costituzione delle parti civili, che risultano oltre duemila, alle quali stamani si sono aggiunti il Comune di Arezzo e il Comune di Castiglion Fiorentino e soprattutto il liquidatore della vecchia Banca Etruria Giuseppe Santoni per i danni subiti dall’istituto di credito.

Il liquidatore si costituisce parte civile

Anche Giuseppe Santoni, liquidatore della vecchia Banca Etruria, ha inoltrato la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento per la bancarotta dell’istituto di credito aretino. La domanda è stata depositata durante la nuova udienza preliminare al Tribunale di Arezzo. Sulla richiesta si deve pronunciare il gup Giampiero Borraccia. Lunedì scorso, Santoni ha depositato al Tribunale civile di Roma l’azione di responsabilità per risarcimento danni nei confronti di 37 tra ex consiglieri e sindaci revisori dell’istituto di credito, con una complessiva richiesta di 576 milioni. Le richieste di costituzioni di parte civile assommano a circa 2.500, in gran parte presentate dagli ex obbligazionisti della banca, ma anche da istituzioni, come Comune di Arezzo e il Comune di Castiglion Fiorentino.