Erdogan, prove di imperialismo. Soldati turchi entrano in Siria

I soldati dell’esercito turco hanno varcato il confine con la Siria entrando nella provincia di Idlib per condurre azioni di “ricognizione”. Lo hanno annunciato le Forze Armate turche in un comunicato. Fino ad oggi l’esercito turco sosteneva le operazioni dei ribelli dell’Esercito siriano libero (Esl) contro i terroristi del sedicente Stato Islamico (Isis) a Idlib. Sabato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva detto che i soldati turchi non erano ancora giunti a Idlib, annunciando che “attualmente è l’Esercito siriano libero che sta conducendo l’operazione. I soldati turchi non sono ancora lì”. ”Quella in corso a Idlib è un’operazione seria ed è destinata ad andare avanti”, aveva detto Erdogan. Ankara aveva annunciato l’inizio di una nuova operazione militare a Idlib nell’ambito di un accordo raggiunto ad Astana con la Russia e l’Iran, nel tentativo di creare zone di de-escalation e impedire che i gruppi curdi siriani possano costruire un “corridoio terroristico” lungo il confine siriano.

Altri scudi umani morti a causa dell’Isis

Intanto si apprende che sarebbero 250 gli scudi umani civili uccisi e decine quelli rimasti feriti nei raid aerei condotti da caccia della coalizione militare internazionale a guida Usa su Raqqa, roccaforte Isis nel nord della Siria. Lo rende noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani, molto vicino ai terroristi islamici. Secondo questi sedicenti “attivisti”, da giugno i raid aerei americani in Siria avrebbero ucciso 1.117 civili, tra cui 267 bambini e 164 donne, ovviamente tutti scudi umani utilizzati dai terroristi dell’Isis per proteggersi. Ma probabilmente si tratta di numeri al lotto, sparati dagli “attivisti” per fare propaganda contro chi combatte il terrorismo.