E il voto in Austria scatenò il dramma nel Pd. Probabilmente l’ultimo

È il malessere. Un giovanotto di 31 anni, Sebastian Kurz, si prende l’Austria. Ed a sinistra, in Italia, è subito e di nuovo, lutto stretto. Il malessere europeo li ha colpiti ancora. E tramortiti. Che poi questa dell’Austria, per la sinistra nostrana, è l’ultima tappa. In attesa dei prossimi responsi interni che ne certificheranno l’irrilevanza. Tra poco più di due settimane arriverà il risultato della Sicilia: e saranno dolori per Renzi e compagnia. E tra poco più di quattro mesi sarà la volta del dato nazionale. Che già si prospetta catastrofico. Perché per la sinistra la strada è segnata. Il dubbio, semmai, è se a vincere sarà il rifiuto generalizzato che aiuterà il Vaffa grillino o, invece, l’usato sicuro targato centrodestra. La certezza, l’unica vera certezza è che il fenomeno Renzi, dopo poco più di un triennio, è giunto mestamente al capolinea. Partito da Rignano sull’Arno per rottamare, il giovanotto finì rottamato. Ma siccome la sinistra è pure e soprattutto salotti, guazzabugli radical-chic, rivoluzionari capalbiesi e agitatori domenicali, in queste giornate continuiamo a leggere e a sorbirci la solita solfa. La fola secondo cui se vince il centrodestra è colpa del malessere, è perché la gente non ha capito. Eccolo il malessere. Che è europeo, ovviamente. Perché loro, a sinistra, sono sinceri europeisti. Tanto europeisti che in nome di quest’Europa senz’anima consentono che i cittadini siano depredati dai burocrati di Bruxelles. Poi, però, arrivano le elezioni. E, con esse, le sconfitte. Ma, invece di recitare il mea culpa, la sinistra si interroga sul malessere, sui malesseri che le hanno generate. Così è stato ovunque nel Vecchio continente e, in ultimo, anche in Austria. Lì, dove il giovane Kurz c’ha messo poco a capire quel che non va e quel che i suoi connazionali vogliono. Con un programma che prevede più soldi in busta paga e più sicurezza alle frontiere ha mandato la sinistra all’opposizione. Scatenando il malessere della sinistra nostrana. Probabilmente l’ultimo.