Duterte in Giappone: “Dovete far ragionare Kim”. E il Vaticano si sfila

Il presidente filippino Rodrigo Duterte, preoccupato per l’escalation armata nella regione, ha sottolineato nelle ultime ore la necessità che “qualcuno” parli con il presidente nordcoreano Kim Jong Un al fine di alleviare le crescenti tensioni sul programma di armi nucleari di Pyongyang. Duterte ha detto che spera che Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud e Cina abbiano pensato di mandare un rappresentante a sedersi con Kim per evitare una guerra nucleare che definisce “del tutto inaccettabile”. “Tutti i leader del mondo sono d’accordo che è un uomo pericoloso”, ha detto riferendosi a Kim nel corso di una conferenza stampa prima di partire per una visita ufficiale di due giorni in Giappone. “Ma qualcuno deve parlare con lui. Qualcuno deve andare da lì e dire qualcosa di simile: amico, perché non ti siedi e parliamo di queste cose?”, ha detto Duterte. Il presidente filippino si aspetta che il tema della Corea del Nord sia un argomento fondamentale durante il suo incontro con il primo ministro giapponese Shinzo Abe, durante il quale si parlerà anche dell’assistenza di Tokyo per la ricostruzione della città meridionale filippina di Marawi, liberata dopo mesi di occupazione da parte del terroristi islamici dal’esercito filippino. Intanto il Vaticano si sfila: “E’ falso parlare di una mediazione da parte della Santa Sede”. E’ quanto precisa in una nota il portavoce del Vaticano Greg Burke, con un implicito riferimento alle ipotesi di mediazioni da parte del Papa sulla crisi nordcoreana fra il dittatore Kim Jong-un e il presidente degli Usa Donald Trump.