Delusione per la Mogherini: niente Nobel la Pace. Ma che aveva fatto per vincerlo?

Fa la vaga, commenta con sodidsfazione l’assegnazione del Nobel per la Pace agli organismi che si battono contro le armi nucleare, ma sotto sotto c’è rimasta male. I grandi giornali e i circoletti autorefereziali della sinistra le avevano fatto credere che avrebbe potuto vincerlo lei. Non si sa bene con quale motivazione, però.

Ecco perché per Federica Mogherini,la vittoria assegnata da Oslo alla campagna internazionale per abolire le armi nucleari (Ican), vincitrice con i suoi organismi operanti nel mondo, del Premio Nobel per la Pace 2017, è una mezza delusione, che lei commenta così: «L’assegnazione del premio sottolinea l’importanza della non proliferazione e del disarmo come obiettivo per l’intera comunità internazionale. L’Ue condivide l’impegno ad arrivare ad un mondo liberato dalle armi nucleari. Continueremo il nostro lavoro giornaliero per la non proliferazione e il disarmo con tutti i nostri partner nel mondo», spiega l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri. «In questo modo difficile e caotico, il comitato dei Nobel ha ancora una volta puntato l’attenzione su una delle maggiori minacce del nostro tempo e sulla necessità di una cooperazione internazionale per raggiungere la pace e la sicurezza», conclude la Mogherini.

La Mogherini davvero vicina al Nobel per la Pace?

Quest’anno il numero di candidati era di 318, di cui 215 persone singole e 103 organizzazioni. Per i regolamenti del Premio Nobel, i nomi dei candidati possono essere resi noti solo dopo 50 anni, ma tra conferme e indiscrezioni le nomination più o meno probabili di quest’anno includevano l’associazione umanitaria Lions Club International, Julian Assange, l’attore Leonardo DiCaprio, Jo Cox, la chiesa ortodossa bulgara, David Bowie , Vladimir Putin e Donald Trump. Secondo il Peace Research Institute di Oslo (PRIO), organizzazione indipendente da quella dei Nobel che ogni anno diffonde una lista di 5 nomi o istituzioni che ritiene possibili vincitori, in pole c’erano anche i principali negoziatori dell’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015. Secondo Henrik Urdal, direttore dell’Istituto ricerca per la pace di Oslo, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, il ministro degli Esteri dell’Iran, Javad Zarif sarebbero stati i migliori vincitori “perché hanno guidato il processo che si è concluso con l’allentamento delle sanzioni contro Teheran in cambio delle restrizioni nucleari”. Ecco qui: la Mogherini sarebbe stata determinante, per alcuni, nell’accordo con l’Iran sulla riduzione delle armi nucleari, che nel frattempo, però, stavano proliferando in Corea del Nord…