Delitto di Ferrara, massacrò i genitori dell’amico. E ora fa l’innamorato

Anche Manuel, uno dei due adolescenti accusati di aver massacrato  a colpi di scure il 10 gennaio scorso in provincia di Ferrara i coniugi Nunzia e Salvatore Vincelli – l’altro è il figlio della coppia –  ha una storia d’amore dal carcere. La notizia anticipata dal Resto del Carlino è stata confermata dal difensore di Manuel, l’avvocato Lorenzo Alberti Mangaroni Brancuti: «Non lo so per diretta conoscenza, con il ragazzo parliamo solo dell’aspetto processuale del caso. Ma me lo ha detto il padre di Manuel».

La vicenda di Manuel e la relazione con una coetanea

Quest’ultimo, come si legge sul Corriere della Sera, che ha 17 anni e che con il complice uccise nel sonno a colpi di scure i coniugi Vincelli tentando poi di far sparire i cadaveri sezionati dentro dei sacchi, si trova nel carcere minorile di Bologna. Lunedì si è svolta un’udienza cruciale del processo a carico dei due ragazzi, nella quale il giudice ha disposto una perizia psichiatrica su entrambi gli imputati. «Non so a che punto sia arrivata la relazione di Manuel, ma per forza di cose si tratta di una relazione puramente epistolare, dal momento che il ragazzo non ha nemmeno accesso ai social», racconta l’avvocato. Ma proprio i social avrebbero rivelato la relazione sbocciata tra il killer di Pontelangorino (il paese in provincia di Ferrara dove è avvenuto il delitto) e una sua coetanea che vive sempre nel Ferrarese. Quest’ultima avrebbe postato su Facebook e Instagram un messaggio che dice «Non chiedetemi l’amicizia, sono la donna di un detenuto». Al post risponde in persona il padre di Manuel: «Ne devi essere fiera. Nella vita tutti abbiamo sbagliato… lui è un ragazzo giovane che va aiutato». E poi di nuovo la risposta della giovane: «Ne sono fierissima». E di nuovo su Instagram: «Insieme per sempre, nel bene e nel male. Manuel».

L’interrogatorio

«So di questa amicizia perché me ne ha parlato il padre di Manuel — ribadisce l’avvocato Alberti — ma nei nostri colloqui non entriamo in questioni private, ci concentriamo su quelle legate al processo». Lunedì, si legge ancora sul Corriere,  Manuel e il figlio delle vittime sono stati interrogati per oltre quattro ore e hanno ribadito la ricostruzione dei fatti senza contraddizioni: il piano omicida , i due ragazzi che la notte del delitto dormono in un piccolo alloggio di proprietà dell famiglia Vincelli, l’irruzione notturna. Manuel è l’esecutore materiale del massacro e a lui il complice aveva promesso: «Ti do quello che vuoi». Al termine della deposizione il gup, su richiesta dei difensori e con il consenso del pubblico ministero, ha deciso di sottoporre i due ragazzi a perizia psichiatrica.

 Il ritorno a scuola

«Manuel sta cominciando a elaborare adesso il delitto che ha commesso — prosegue il legale — anche se si è reso conto fin dall’inizio della gravità del suo comportamento e di quello a cui sarebbe andato incontro. Però fino a oggi si era in qualche modo “schermato”, ora l’accaduto sta venendo fuori anche emotivamente». Dal carcere Manuel si è iscritto alla scuola alberghiera, ha ripreso il corso di studi interrotto la notte del delitto, si è inserito nei ritmi della vita dietro le sbarre e non ha mai avuto alcun richiamo disciplinare. Fino alla nascita della relazione via lettera con la sua coetanea.