Decibel molesti da movida: il Comune di Brescia condannato a risarcire i danni

Chi risarcisce i residenti per i rumori della movida che danneggiano la qualità della vita di chi abita nei centri storici? Semplice, il Comune. Lo stabilisce una sentenza del giudice Chiara D’Ambrosio, ai danni del Comune di Brescia, che farà scuola e che è già diventata un caso. 

La notizia è riportata da La Stampa, che racconta la lunga battaglia giudiziaria, durata cinque anni,  di “Gianfranco Paroli, ex bancario, pensionato, aria tranquilla, appartamento al Carmine, una delle zone più cool di Brescia”. Paroli ha tentato in tutti i modi di frenare il caos da movida che gli impedisce in casa persino di dialogare con la moglie. Ha anche tentato di vendere la sua casa, ma inutilmente perché nessuno è disposto ad acquistare un alloggio dove la tranquillità non è garantita. Quindi la scelta della causa civile che si è conclusa positivamente per lui. 

Il giudice Chiara D’Ambrosio impone ora al Comune di versargli 50 mila euro come risarcimento per danni biologici e patrimoniali. Un risarcimento dovuto «a causa del rumore antropico per gli schiamazzi di avventori di alcuni locali che stazionano nei pressi dei locali su suolo pubblico». Non solo, ma il Comune deve anche far cessare le “emissioni rumorose”. 

Il caso di Paroli non è isolato. Esulta Simonetta Chierici del Coordinamento Nazionale No Degrado e Malamovida e si augura che tutti i Comuni si adeguino: «Sentenza storica che crea un importante precedente. I Comuni che sperano di risollevare il centro favorendo il caos non sono solo responsabili moralmente. Abbiamo il diritto alla tranquillità e al riposo».