Dai centri d’accoglienza alle scuole, allarme scabbia all’asilo: 2 casi in Emilia

Dopo la tigna, segnalata su un bambino delle elementari di Correggio, oggi due casi di scabbia sono stati riscontrati in due bambini che frequentano l’asilo nido e la scuola materna nel comune di Reggio Emilia: precedenti che segnano una recrudescenza di acari e infezioni che credevamo archiviate nel dopo guerra e che invece in questi giorni in Emilia Romagna sembrano indicare un progressivo incremento di un vero e proprio rischio epidemico. Un pericolo, quello del contagio progressivo della scabbia, in corso da luglio scorso almeno, quando i primi casi sono stati registrati in una casa di riposo per anziani di San Severino e che oggi, con la denuncia di questi due nuovi contagi in ambito scolastico, confermano l’esistenza di un problema che non si è ancora riusciti a risolvere e che fino a questo momento aveva riguardato solo i centri d’accoglienza dove nei mesi scorsi sono stati riscontrati e segnalati migliaia di casi…

Due casi di scabbia negli asili di Reggio Emilia

Dunque, si può parlare di emergenza scabbia in Emilia? A giudicare dall’allarme che si è andato a rinforzare in queste ore con il diffondersi della notizia di questi due nuovi casi comunicati dalla direzione del dipartimento di Sanità pubblica del distretto di Reggio Emilia – che ha dato avvio agli interventi di controllo, sorveglianza e profilassi sulle persone esposte al contagio in ambito familiare e scolastico – sembrerebbe di sì, almeno al fine di prevenire ogni ulteriore diffusione. E così, nel frattempo si è provveduto all’allontanamento temporaneo dei bambini affetti da acariasi e ad informare le famiglie dei compagni delle classi in cui si sono verificati i casi. Il monitoraggio continuerà nei prossimi giorni e non sono necessari al momento ulteriori specifici interventi, in quanto i casi sono circoscritti. E del resto, ha fatto tempestivamente sapere il dipartimento di Sanità, l’infestazione non riveste carattere di pericolosità per la salute né a breve né a lungo termine, trattandosi di una comune infestazione da parassiti cutanei.

Ecco cos’è la scabbia e come si contagia

Intanto, vale la pena ricordare cosa sappiamo della scabbia: e cioè che è una malattia causata da un parassita esterno, un acaro, che si trasmette da una persona all’altra per contatto generalmente diretto, ma sempre più spesso anche per contatto “indiretto”, cioè tra la pelle della persona sana e un tessuto venuto di recente a contatto con la pelle dell’ammalato (indumenti, biancheria, lenzuola). Il tempo di incubazione è spesso di circa un mese, e può arrivare a sei settimane. Non è una patologia prevenibile con vaccini o farmaci: è possibile però controllarne la diffusione, dopo che è stato diagnosticato un caso, sottoponendo le persone esposte a visite mediche e, se necessario, a trattamenti da applicare sulla cute, a totale carico del Servizio sanitario.