Come Suburra, gli immigrati si “spartiscono” il controllo dei quartieri di Roma

Come Suburra, quando si dice che la finzione cinematografica imita la realtà, si sbaglia: è la realtà che ormai supera addirittura la fiction. Eccome. E allora, stando agli ultimi esiti investigativi e ai più recenti interventi di polizia tra monitoraggio sul territorio e spedizioni mirate, nelle ultime 48 ore, i Carabinieri del Gruppo di Roma in collaborazione con quelli del Nucleo Radiomobile di Roma, del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nas, hanno eseguito intensi controlli in diverse aree della Capitale. Sotto la lente d’ingrandimento dei militari sono finiti i quartieri Marconi e Porta Portese e tutta l’area della stazione Termini.

Come Suburra, ecco come gli immigrati si spartiscono il controllo su Roma

Un’attività intensa, quella delle forze dell’ordine, che ha confermato l’esistenza di un quadro malavitoso nella capitale che rivela ad ogni giorno che passa aspetti e incognite che l’amministrazione comunale a guida cinquestelle, come il Viminale, non possono più permettere che proliferi con la rapidità e nelle inquietanti dimensioni che il fenomeno criminale ha fin qui assunto. Nello specifico l’attività odierna ha permesso di arrestare un pusher in flagranza di reato, di denunciare a piede libero altre 5 persone, sequestrare dosi di droga e elevare sanzioni amministrative a diverse attività commerciali. Durante gli accertamenti nei pressi della stazione Termini, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno intercettato e stanato un 30enne romeno, domiciliato ad Anzio, perché colpito da divieto di ritorno nel Comune di Roma; un 21enne del Mali, senza fissa dimora e con precedenti, perché durante le fasi di identificazione ha opposto resistenza; un 25enne albanese, un 19enne del Gambia e un 27enne egiziano, tutti senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine, trovati in possesso, rispettivamente, di dosi di cocaina, di marijuana e di hashish. I carabinieri hanno anche sanzionato un 64enne, originario della provincia di Cosenza, scoperto ad esercitare servizio di taxi abusivo. Per lui è scattata la multa di 850 euro, la revoca della patente di guida e il sequestro del veicolo.

Arresti e denunce: le ultime operazioni di polizia in 3 quartieri della capitale

E allora, spaccio di droga, azioni di microcriminalità e gestione del traffico di commerci abusivi, succede davvero di tutto un po’ all’ombra del mitico Cupolone, e gli esiti dei controlli effettauti nelle scorse ore fino ai quartieri Marconi e Porta Portese lo confermano. In quelle zone, i Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere hanno arrestato un 22enne romano, senza occupazione e con precedenti, sorpreso, all’interno di un bar in via Silvestro Gherardi, con dosi di hashish. Bloccato il giovane, i Carabinieri hanno poi perquisito la sua abitazione, poco distante, trovando altra quantità della stessa sostanza. Il pusher è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Una 37enne, originaria della provincia di Pescara e con precedenti, è stata denunciata per furto perché rintracciata dopo aver asportato, qualche minuto prima, lo smartphone dal marsupio di un 46enne romano. I Carabinieri l’hanno rintracciata poco distante dal luogo, trovandola in possesso della refurtiva, recuperata e riconsegnata alla vittima. Nel corso dei controlli agli esercizi pubblici, per la verifica del rispetto delle normative di settore, i Carabinieri hanno sanzionato il titolare di un bar in via Silvestro Gherardi, cittadino cinese di 27 anni, per l’importo di 1.000 euro per carenze igieniche del locale; hanno sanzionato, per l’importo di 2.000 euro, un cittadino tunisino, di 50 anni, titolare di una macelleria in via Antonio Garbasso, per la mancanza del manuale per l’HACCP sulla preparazione dei prodotti; hanno sanzionato, per l’importo di 2.000 euro, un 53enne del Bangladesh per aver impiegato lavoratori in nero all’interno del suo bar in via Pietro Mengoli. Una sorta di far west metropolitano che alterna fuorilegge stranieri a affaristi oriundi, in un coacervo di illegalità e criminalità che getta nuove ombre sulla sicurezza di una città in preda al degrado e alle bande d’importazione straniera.