“Ciao, Negus!”. Raoul Tebaldi ricordato oggi al cimitero Flaminio

“Ciao Negus”, ha detto stamattina il suo inseparabile amico Marco Cottini, commemorando Raoul Tebaldi. C’era infatti molta gente al Campo 103 del cimitero Flaminio, dove è sepolto Raoul Tebaldi, un’autentica leggenda dell’attivismo romano negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Domani sarà un anno che Raoul, colonna della sezione del Movimento Sociale italiano del Prenestino, ci ha lasciati. Così, improvvisamente. Proprio lui, forte,possente, al quale sembrava non potesse capitare mai nulla, se ne è andato così giovane. Lo ricordiamo tutti fare politica in un quartiere difficile come il Prenestino, rosso, dove però i missini si sono sempre fatti rispettare, nonostante gli assalti, le bombe e anche l’assassinio del giovanissimo Mario Zicchieri, ucciso a fucilate da terroristi di sinistra proprio davanti la sezione. L’omicidio è rimasto impunito. Lo stesso Raoul ha subito numerose aggressioni da parte degli avversari politici e una volta gli spararono al ginocchio, ferendolo in modo irreparabile. Ma lui non abbandonò maila lotta,quell’ideale al quale aveva dedicato la sua vita. La mamma, Nerina, era stata una delle prime segretarie della sezione, e il padre era stato Moschettiere del Duce, la guardia d’onore di Mussolini. Raoul ce l’aveva nel sangue. Incredibile a dirsi, da adolescente era gracile, e portava la barbetta. Tanto che nella storica palestra di Angelino Rossi, sempre al Prenestino, qualcuno gli disse che pareva il Negus… e questo soprannome gli rimase sino alla morte. Molti amici e camerati di Raoul non hanno voluto mancare al suo ricordo, ex giovani della Prenestino, della Casilino, di Centocelle, di via Sommacampagna. Tra gli altri, c’erano anche Gianni Alemanno e Domenico Gramazio, che hanno sostato commossi davanti alle tomba dell’amico di tante leggendarie battaglie politiche.