Cattolici (e non solo) verso Parisi: la “quarta casa” del centrodestra

Il movimento politico di Stefano Parisi diventa polo di attrazione per figure carismatiche del mondo cattolico. Nei giorni scorsi Energie per l’Italia ha registrato l’adesione di Giancarlo Cesana, storico leader di Cl. A Milano in una conferenza stampa i due hanno annunciato una collaborazione che ha fatto rumore nei partiti storicamente riferimento per i cattolici, soprattutto in Lombardia. Cesana diventa il responsabile del programma per il Terzo settore di Energie per l’Italia. «Serve un movimento politico che torni a rappresentare i cattolici – ha spiegato Parisi – poiché il loro allontanamento dalla politica è stato un danno per l’Italia. Il grande lavoro che ci attende è quello di costruire una forza politica in grado di rappresentare tante anime, e fra queste quella cattolica. Penso che il mondo cattolico debba arrivare a un punto di riflessione, perché dopo la fine della Dc il disimpegno dei cattolici ha prodotto una società meno coesa e forze politiche sbandate nei valori e nella capacità di rappresentare la società». 

Parisi ha chiesto a Cesana di aiutarlo sui temi del welfare e del Terzo settore per la sua grande esperienza e le battaglie di una vita sul tema della sussidiarietà. Da parte sua, Cesana ha sottolineato il ruolo del no profit cattolico: «Ci sono trecentomila organizzazioni no profit in Italia – ha detto – e se togliamo quelle cattoliche resta ben poco».  Una alleanza culturale e politica interessante, suggellata dai complimenti di Cesana: «Penso che nel quadro politico attuale Parisi sia la persona che ha più l’idea di quello che bisogna fare». 

Parisi sta costruendo un movimento nuovo, attrattivo per tanti mondi, al quale ha aderito anche l’ex An Daniele Nava, oggi sottosegretario della Giunta Maroni. Un movimento  che sarà la quarta casa del centrodestra: non però il rifugio di chi cerca una ricandidatura a tutti i costi, ma una formazione che stia chiaramente nel centrodestra con il coraggio di rinnovarlo.

In un’intervista ad Affaritaliani.it Parisi è stato nettissimo: «A parte Salvini e Meloni sui quali non ho dubbi, bisogna essere sicuri che tutte le componenti del centrodestra, anche quelle che si stanno riavvicinando, vi guardino come alternativa di governo alla sinistra e non come una qualche possibilità di continuare a  fare governi di grande coalizione». Parisi si chiede: «Quello che dicono da Alternativa Popolare, e cioè che guardano a Forza Italia, lo dicono per fare il ponte verso Renzi o perché hanno una visione critica rispetto a quello che il governo del Pd ha fatto?». Insomma il centrodestra deve rappresentare un’alternativa ai governi precedenti, e non promuoverne la continuità. Altrimenti rischierà di perdere le elezioni.