Bufera su Fazio. «Ricoperto d’oro, ma ha copiato un programma di Costanzo»

Uno, due ospiti, un conduttore, un conduttore che lateralmente pone delle domande, mentre al centro dello spazio fa bella mosra di sè un acquario con i pesci che nuotano. Sembra un programma del 1978, “Acquario”, di Maurizio Costanzo, mentre invece siamo nel 2017 e lo conduce, pagato profumatamente, Fabio Fazio, con il titolo “Che tempo che fa”. Lo strano, presunto scopiazzamento di format non è stato sollevato da Costanzo ma da un deputato del Pd, Michele Anzaldi, vicesegretario della Commissione di vigilanza Rai, che, intervistato da ilGiornale.it, fa notare: «La prima puntata del programma di Costanzo aveva come ospiti l’allora senatrice Susanna Agnelli e il cantante Rino Gaetano. Il format è lo stesso: c’è il conduttore che fa le domande a un paio di ospiti con un acquario in mezzo allo studio. È una cosa che la Rai ha da 40 anni e che ha rimandato in onda anche con Techetè nel 2013».

Fazio e Costanzo, un unico format?

Un copia-incolla pagato 400mila euro all’anno, uno scandalo, secondo Anzaldi, per un programma che va in onda già da 14 anni. «Sarà interessante – soiega Anzaldi al Giornale – sapere cosa ne pensa la Corte dei Conti e intendo integrare questa scoperta all’esposto che ho già mandato alla Corte dei Conti. Eppure la soluzione è semplice: basta che la Rai riconosca che aveva già quel format e, prima che si pronunci la Corte dei Conti, annunci che il format è gratuito e non viene più pagato”. Il deputato dem, più volte accusato di essere troppo duro con Fabio Fazio e con il servizio pubblico, spiega: “Non ho nessun accanimento contro nessuno, amo la Rai ma, come uomo istituzionale che è contro gli sprechi, ho il dovere di dire che pagare 400mila euro un format che esiste già è uno spreco. Non solo. I funzionari Rai, che sono stipendendiati fino a un massimo di 240mila euro per verificare queste situazioni, dovranno rispondere di questo eventuale errore».