Battisti resterà in carcere in Brasile in attesa del verdetto sull’estradizione

Cesare Battisti resta in carcere in Brasile. Lo ha deciso il giudice federale Odilon de Oliveira, come si legge sull’edizione online del quotidiano Folha, al termine di un’udienza in videoconferenza. Battisti, giunto nel pomeriggio brasiliano nel tribunale di Corumbà, era stato fermato mentre tentava di attraversare il confine con la Bolivia. Secondo i media locali, la polizia lo ha trovato in possesso di 6000 dollari e di 1300 euro. Sequestrati anche ”vari documenti”. Per il giudice, è “chiaro che Battisti stava cercando di evadere dal Brasile temendo di essere effettivamente estradato” in Italia. L’adozione della misura di custodia, spiega il giudice, è legata esplicitamente al “tentativo di fuga”.

Per il ministero della Giustizia brasiliano -si legge ancora su Folha- la tentata fuga deve spingere il presidente Michel Temer ad assumere rapidamente una decisione sull’estradizione.

 Ieri, come riferiva la testata ‘Estadao’, Battisti avrebbe manifestato la propria tranquillità: nessun timore di essere estradato in Italia, nonostante una recente richiesta del governo italiano. Secondo il giornale online, un decreto dell’ex presidente Lula ha “concesso un visto permanente” a Battisti, condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi. In Brasile, prima la Procura generale e poi la Corte suprema avevano autorizzato la riconsegna all’Italia. Ma nel 2009 il ministro Tarso Genro gli aveva concesso asilo politico. E alla fine Lula fermò l’estradizione. Pochi giorni fa, anche alla luce della fine dell’era Lula in Brasile, l’Italia ha consegnato una nuova richiesta di estradizione per Battisti. Una mossa avrebbe indotto il terrorista a tentare la fuga in Brasile.