Battisti ora fa pure l’arrogante: «Non temo l’estradizione, sono protetto dall’asilo»

Cesare Battisti, dopo l’arresto, fa pure l’arrogante.  Si dice tranquillo e alla polizia ha dichiarato di “non temere di essere estradato in Italia”, perché si sente “protetto” da un decreto dell’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un “visto permanente” nel paese sudamericano.

Mai vista una simile, intollerabile sfrontatezza da parte di un criminale che tenta di fuggire dalla punizione che merita. È un fatto, comunque, prefettamente in linea con il personaggio Battisti: non s’è mai pentito di quello che ha fatto e ha alimentato ulteriormente la propria arroganza dalle incredibili protezioni politiche ricevute per effetto della famigerata “dottrina Mitterrand”, che ha permesso a diversi terroristi comunisti di sfuggire alla giustizia italiana. 

In Italia monta nel frattempo l’indignazione. Il ministro Alfano promette l’impegno, attraverso l’ambasciatore in Brasile, per riportare Battasti in Italia. Sul tema è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il quale ha dichiarato che  l’Italia è “fortemente determinata a far sì che Battisti  sconti la sua pena nel nostro Paese”.  Staremo a vedere come andrà a finire. Certo è che Battisti non può e non deve farla franca anche questa vola. Il mondo politico è unanime nel richiedere la veloce soluzione della vicenda.