Barcellona, gli unionisti in piazza: «Siamo noi la maggioranza silenziosa»

Anche a Barcellona c’è chi dice no alla secessione da Madrid. Sono catalani. E tanti. Da riempire Piazza Urquinaona, alla stazione Franca, per quella che è stata definita e presentata come «la più grande manifestazione di sempre» contro l’indipendenza. E dietro non ci sono partiti o sigle ufficiali di organizzazioni sindacali, ma solo cittadini che hanno aderito alla chiamata di Società civile catalana (Scc), l’associazione che si sta sforzando di riportare un minimo di raziocinio in una Catalogna ubriacata e stordita da impossibili sogni di indipendenza. Indipendenza, per altro, che per altro non seduce neppure la maggioranza degli stessi cittadini che ne dovrebbero beneficiare.

Manifestazione anti-indipendenza con il Nobel Vargas Llosa

La maggioranza, infatti, è quella della piazza. Una «maggioranza silenziosa», tengono a precisare gli stessi organizzatori. Un aggettivo suggestivo ed evocativo, che richiama alla mente l’imponente manifestazione voluta da De Gaulle in una Parigi messa a ferro e fuoco dalla saldatura tra studenti e operai per quella che doveva essere la prova generale della rivoluzione del ’68. In realtà, era solo una minoranza chiassosa. E bastò un milione di cittadini agli Champs Élysées per archiviare la livida utopia del “Maggio francese“. A Barcellona, invece, non ci sono generali a tenere le fila degli unionisti catalani, ma un premio come Nobel Mario Vargas Llosa e l’ex presidente del Parlamento europeo Josep Borrell. Saranno loro a prendere la parola al termine del corteo.

Barcellona 2017 come Parigi 1968: cittadini contro utopia 

La parola d’ordine dei manifestanti di Barcellona è «basta, recuperiamo il buon senso». Parole semplici, che sono diventate uno slogan urlato in coro da migliaia di persone. È la risposta civile e pacifica alla manifestazione tenutasi ieri nelle stesse strade dagli indipendentisti. Ed è un assist formidabile per il governo spagnolo guidato da Mariano Rajcoy. Spetta a lui, infatti, trovare ora una via d’uscita politica alla gravissima cristi in cui versa la Spagna. La Catalogna unionista, scesa oggi in piazza per gridare che non vuole staccarsi da Madrid, di più non può fare,