Avanti il prossimo: un altro big M5s indagato. Stavolta è Chiara Appendino

Avrebbe fatto sparire un debito di cinque milioni dal bilancio della città. Per questo la prima cittadina M5s di Torino, Chiara Appendino, è stata indagata per falso in atto pubblico. Si tratta dello stesso reato contestato anche alla sua collega romana, Virginia Raggi

Un debito scomodo

La vicenda riguarda il primo bilancio firmato dal sindaco Appendino, indagata insieme all’assessore competente, Sergio Rolando. I 5milioni in questione erano un debito del Comune nei confronti della società Ream della Fondazione Crt per l’aggiudicazione dell’area ex Westinghouse. L’amministrazione avrebbe dovuto restituirlo quest’anno, ma nel bilancio 2016 se ne è persa traccia. Un’operazione che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stata organizzata dal capo di Gabinetto del sindaco, Paolo Giordana, in accordo con la stessa prima cittadina e con Rolando per far quadrare conti che altrimenti non sarebbero tornati. Insomma, Appendino & co, avendo difficolta di bilancio, avrebbero deciso di dare una “aggiustatina” depennando quel debito scomodo.

L’email che “incastra” Appendino & co

L’anomalia è stata denunciata dai consiglieri di opposizione Stefano Lo Russo del Pd e Alberto Morano della Lega e ha trovato i primi riscontri nel materiale sequestrato dal nucleo tributario della Guardia di Finanza. Tra le email finite all’attenzione delle Fiamme Gialle, in particolare, ce n’è una in cui Giordana, scrivendo alla dirigente del settore Finanza, Anna  Tornoni, scrive: «Ti pregherei di rifare la nota evidenziando solo le poste per le quali possono essere usati i 19,6 milioni di Westinghouse. Per quanto riguarda il debito con Ream lo escluderei al momento dal ragionamento, in quanto con quel soggetto sono aperti altri tavoli di confronto». Un messaggio inviato anche per conoscenza a Rolando e all’email personale del sindaco, che quindi dovevano essere al corrente di quanto stava avvenendo. 

La prima cittadina chiede di essere ascoltata

«Sono assolutamente serena e pronta a collaborare con la magistratura, certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l’interesse della città e dei torinesi», ha commentato Appendino, dando la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati. «Desidero essere ascoltata il prima possibile – ha aggiunto – al fine di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda complessa relativa all’individuazione dell’esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione mai ha voluto nascondere».