Attico Bertone: chiesti tre anni per l’ex presidente del Bambino Gesù

L’ufficio del Promotore di Giustizia vaticano ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione, per il reato di peculato, a carico dell’ex presidente della Fondazione Bambino Gesù Giuseppe Profiti.  L’accusa ha chiesto per l’imputato anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e cinquemila euro di multa. Il peculato riguarda la distrazione di fondi per la ristrutturazione dell’appartamento del cardinale Tarcisio Bertone, all’epoca dei fatti segretario di Stato Vaticano.

Per l’ex tesoriere chiesta l’assoluzione

Chiesta invece l’assoluzione per insufficienza di prove per Massimo Spina. Sono le richieste del promotore di giustizia aggiunto Roberto Zannotti al processo penale a carico dei due imputati per distrazione di fondi della fondazione Bambino Gesù. L’ottava udienza si è tenuta questa mattina alle 11 presso il Tribunale Vaticano, presenti i due imputati Giuseppe Profiti e Massimo Spina, accompagnati dai rispettivi avvocati d’ufficio Antonello Blasi e Alfredo Ottaviani. In qualità di testimone, era presente Mariella Enoc presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’udienza è stata dedicata all’interrogatorio del teste chiesto dall’Ufficio del Promotore di Giustizia e dagli avvocati difensori e alla requisitoria del Promotore di Giustizia. 

“Ai vertici del Bambino Gesù un eccesso di potere”

Profiti, come «autorità pubblica – ha spiegato il Promotore di Giustizia, Roberto Zanotti, è incorso in un vizio di eccesso di potere», «ha utilizzato male le sue potestà gestionali», quindi pur agendo «apparentemente in conformità delle legge» non ha tenuto conto che «le scelte dovevano essere rispettose dei limiti interni» per «l’interesse pubblico«. La destinazione di 422mila euro della Fondazione per la ristrutturazione dell’appartamento di Bertone «non è in dubbio», il Promotore ha contestato che quell’investimento serviva per l’attività di raccolta fondi. L’udienza, terminata dopo circa tre ore, è stata aggiornata a sabato alle 9.30.