Anpi contro le curve: ultrà obbligati a visitare i campi di concentramento

Il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia interviene nella polemica sulle curve antisemite e in un’intervista a Repubblica lancia la sua ricetta contro gli ultrà razzisti. Alla domanda “che provvedimenti prenderebbe per i 12 ultrà indagati?”, Smuraglia risponde: “Li obbligherei, come fanno in altri paesi, a visitare i campi di concentramento”. Non solo, ma lamenta la scarsa cultura democratica dell’Italia: “Il nostro Paese – dichiara Smuraglia – non è mai riuscito a diventare concretamente antifascista”.

Un’accusa grave: cosa mancherebbe all’Italia per essere più antifascista? Quella caccia alle streghe, quel clima di guerra civile, quella cultura della repressione che già questo paese ha tristemente conosciuto. Le accuse dell’Anpi arrivano alla vigilia del 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma con la quale il fascismo nel lontano 1922 andò al potere. A Smuraglia non va bene neanche il divieto inflitto a Forza Nuova di ricordare l’evento con una “marcia dei patrioti”, divieto motivato con “motivi di ordine pubblico”. La motivazione secondo l’Anpi doveva essere un’altra: “Quella marcia non si fa perché rievoca una data nefasta della storia, l’inizio del ventennio fascista. Punto”. Smuraglia invoca anche maggiore severità da parte della magistratura contro le iniziative nostalgiche.

Infine, annuncia che il 28 ottobre l’Anpi sarà in piazza per una “giornata di informazione” antifascista in varie città d’Italia. Alla fine sono riusciti dunque ad appropriarsi di un’altra data, il 28 ottobre, che si aggiunge al 25 aprile, per ricordare agli italiani che il lungo dopoguerra non è ancora finito. Contenti loro…