Anna Frank, finisce nel Tevere la corona dei laziali portata in Sinagoga (video)

Hanno avuto vita breve i fiori lasciati  martedì davanti alla Sinagoga di Roma da una delegazione della Lazio guidata dal presidente della società Claudio Lotito, dopo gli adesivi choc con Anna Frank vestita con la maglia della Roma lasciati presumibilmente da un gruppo di ultrà biancocelesti all’Olimpico. Come testimoniano alcune foto che stanno facendo il giro dei social, infatti, la corona è finita nel Tevere, dove è stata avvistata nella mattinata di oggi, mentre un mazzo di fiori con il fiocco biancoceleste è stato ritrovato a terra vicino al Tempio Maggiore.

Salgono a sedici intanto le persone identificate dalla polizia per gli adesivi raffiguranti Anna Frank, tra loro anche tre minorenni, tra cui un tredicenne non imputabilemper il reato ipotizzato che è quello di istigazione all’odio razziale. .

Gli Irriducibili della Lazio, che non hanno rivendicato la diffusione degli adesivi ma hanno minimizzato definendola una “goliardata”, non parteciperanno stasera alla trasferta dei biancoazzurri a Bologna “per non essere complici di questo ‘teatro mediatico’ di queste ultime ore”. “Il nostro usuale modo di tifare, oggi, potrebbe esser mal interpretato – scrivono gli Irriducibili in un comunicato – da chi vuole danneggiare ulteriormente la Lazio e i suoi tifosi. In un momento cosi particolare invitiamo tutti i tifosi della Lazio a cercare di non prestare il fianco ad ulteriori strumentalizzazioni, ricordando che per noi il bene della Lazio è assoluto e primario”.

Il presidente della Lazio Claudio Lotito Ospite stamattina di Agorà su Rai3, ha ribadito che “più di lavorare in sinergia con le forze dell’ordine non posso fare”, in merito alla repressione dei tifosi antisemiti. “Sono ragazzini che con gesti fuori dalle regole cercano di dire io esisto – ha aggiunto – una persona razionale una cosa del genere non la farebbe. Un ragazzino di 13 anni non ha consapevolezza del gesto che fa e se lo fa consapevolmente, allora lo fa per danneggiare me”.