Anche i pesci di Fazio fanno discutere: «Liberateli, non sono soprammobili»

La teoria non è nuova: anche i pesci sono animali da rispettare nella loro dignità e non da esporre come soprammobile, anzi, sono da rimettere in mare, come teorizzava, nel 2000, un film di Cristina Comencini,”Liberate i pesci“. Fabio Fazio, dall’alto del suo super stipendio e dei suoi ascolti non eccezionali, però, può permettersi di ignorare anche chi, come i vegani, polemizza sul suo acquario, esposto in primo piano nelle sue divertenti (si fa per dire) esibizioni in tandem con la Littizzetto, nella scenografia di “Che tempo che fa”.

Le accuse degli animalisti e dei vegani sono circostanziate, per quanto opinabili: «Mostrare pesci prigionieri a tutta l’Italia è una cosa senza alcun senso e anche obsoleta – denuncia Renata Balducci, Presidente di AssoVegan – Associazione Vegani Italiani, in una lettera aperta a Fazio -. La nostra realtà è indignata. Lavoriamo costantemente per divulgare il rispetto della vita in tutte le sue forme e siamo rimasti molto delusi che una trasmissione come questa, molto seguita, proponga animali in cattività a soli fini estetici».

Al conduttore i vegani contestano una assoluta faciloneria nel trattare la questione, ai fini di audience:«Vuole creare un’atmosfera familiare e serena intervistando i suoi ospiti con accanto una gabbia acquatica con dentro dei poveri pesciolini pescati in acque esotiche, come fossero soprammobili. È diseducativo ed incivile presentare una situazione di prigionia e sofferenza di animali innocenti ai telespettatori della Rai come un arredo qualunque…».
 
La replica, statene certi, domenica prossima, sarà affidata alla lingua velenosa di Luciana Littizzetto, che tra i pesci e Fazio, ovviamente, prenderà la parte dell’essere umano a lei tanto caro.