Aldo Biscardi, la “testa rossa” più nazional-popolare dello sport italiano

Strano che non gli sia mai passato per la testa di tuffarsi in politica. Strano, perché nessuno più e meglio di lui sarebbe riuscito a convertire in consenso popolare la più nazional-popolare delle trasmissioni tv, quel Processo del lunedì che in 35 anni e passa di incontrastato dominio sul piccolo schermo ha fatto di Aldo Biscardi, molisano di Larino, l’unica testa rossa in grado di gareggiare quanto a notorietà con la più celebrata delle Ferrari di Maranello. Evidentemente, quel che aveva gli bastava e avanzava. In politica, poi, c’era già suo fratello Luigi, senatore in quota Ds. E probabilmente, era di sinistra anche lui. Ce n’è traccia nel suo curriculum professionale come redattore sportivo di Paese Sera, quotidiano romano fiancheggiatore del Pci. Ma sia come sia, il suo mondo era lo sport e il suo nome è legato esclusivamente al calcio. E della moviola. Ricordate? Il Processo ruotava esattamente lì, intorno alle sviste arbitrali, ai presunti favori, ai soliti sospetti, alle accuse incrociate tra club, giornalisti tifosi e interessi milionari di un calcio che di domenica in domenica perdeva la propria “innocenza” a vantaggio di metodi e pratiche che camminavano in parallelo agli stadi per poi sfociare inevitabilmente nell’aula di un tribunale. Vero, questa volta. Ecco, in tal senso, il Processo del lunedì non è mai stato solo un “Bar sport” collegato al tubo catodico o una chiassosissima agorà ad uso delle ficcanti analisi di un Cazzaniga o delle “bombe” di Maurizio Mosca, ma ha rappresentato, direbbe von Clausewitz, la continuazione del match domenicale con altri mezzi. La moviola su tutti, affidata a Biscardi divinità una e trina: accusa, difesa e giudice terzo. Averne una in campo, capace di rimediare all’istante sviste ed errori, è stata la battaglia della sua vita. E l’ha vinta con l’esordio della Var proprio nell’attuale torneo. Una coincidenza che per qualcuno suona   conferma della natura irriverente e beffarda del destino. Può darsi. Ma ha fatto in tempo a vederla ed esce imbattuto dal campo. Come un vero campione.