A vuoto l’appello di Rajoy: Spagna e Catalogna sempre più lontane

Rischia di avvitarsi in una spirale insidiosissima la crisi tra il governo spagnolo guidato da Mariano Rajoy e la Generalitat catalana rappresentata da Carles Puigdemont. La strada suggerita da Madrid per un onorevole compromesso – convocazione di elezioni anticipate in Catalogna prima di venerdì prossimo, giorno in cui il Senato approverà la revoca dell’autonomia ex articolo 155 della Costituzione – è stato lasciato cadere nel vuoto. Questa opzione, ha dichiarato il portavoce della Generalitat, Jordi Turull, «non è sul tavolo».

La Generalitat rifiuta di indire nuove elezioni

L’aria che tira a Barcellona non lascia dunque intravedere spiragli, almeno nel breve periodo: «Quello che sarà la Catalogna lo deciderà il parlamento legittimamente eletto dai cittadini», ha dichiarato sempre Turull in un’intervista all’emittente Rac1. Le sue parole sono state il commento ufficiale della Generalitat alla decisione di Madrid di commissariare la Catalogna in virtù dell‘articolo 155. Se il diniego sarà confermato, sarà Rajoy a destituire i vertici della Generalitat e convocare elezioni locali entro sei mesi. Il governo, a guida Popolare, gode anche dell’appoggio dei socialisti del Psoe, il cui leader Pedro Sanchez è stato sul punto molto chiaro: «Dipenderà da Puigdemont se si applicherà l’articolo 155. Nessuno – ha aggiunto – ha fatto tanto contro l’autogoverno quanto il secessionismo».

Ora sarà Rajoy a sciogliere il parlamento catalano

Ma gli appelli alla responsabilità non trovano a Barcellona istituzioni disposti a raccoglierli. Tutt’altro: «La repubblica è un’assoluta necessità di sopravvivenza», è stata la replica a distanza del responsabile degli Esteri del governo autonomo catalano, Raul Romeva. Nel corso di una manifestazione indetta per commemorare le vittime della guerra civile che dal 1936 al 1939 insanguinò la Spagna, Romeva ha detto che «andremo avanti sereni e determinati nell’ambito dei valori democratici e repubblicani». Una scelta simbolica la sua, dopo che ieri il presidente della Puigdemont aveva definito la decisione di Rajoy di ricorrere all’articolo 155 della Costituzione come «il peggior attacco alla Catalogna dai tempi di Francisco Franco».