Bankitalia, Renzi senza vergogna: «Hanno parlato più di Banca Etruria che del Bataclan»

È un Renzi davvero senza vergogna quello che replica alle critiche piovutegli all’indomani della mozione del Pd contro il governatore di  Bankitalia Ignazio Visco. A tutti, l’iniziativa renziana, è parsa chiaramente un diversivo per far dimenticare, in campagna elettorale, le pesanti responsabilità del Giglio Magico  nella storiaccia di Banca Etruria. Ma è sempre lì, al dente dolente dell’istituto di credito aretino fallito, che batte la lingua di Renzi. E ciò accade in modo sfacciato e indecoroso. Il leader del Pd evoca, con sarcasmo, il nome di tragedie ai fini dei suoi piccoli interessi politico-elettorali. «Ma davvero – dice Renzi –  c’è qualcuno che pensa che il problema delle banche è Banca Etruria? Anche se ci hanno fatto più titoli del Bataclan…Con tutto quello che è successo con le banche Venete, Banca 121 e Mps? Noi non abbiamo nulla da nascondere, noi siamo intervenuti a rimediare i disastri degli altri. Quindi, poniamo la questione».

Da Veltroni a Franceschini, tutti contro Renzi

Quella di oggi stata comunque una giornata difficile per Renzi. Sul caso Visco è infatti scoppiata la bufera nel Pd. Veltroni ha considerato “ingiustificabile” la mozione dem. E scende in campo anche Napolitano:«Non devo occuparmi delle troppe cose che ogni giorno capitano e sono deplorevoli». Imbarazzo anche da parte dell’area di Franceschini, di altri ministri come Calenda e di diversi big dem come Zanda che nel pomeriggio ha incontrato, a margine delle comunicazioni alla vigilia del Consiglio europeo, il premier Gentiloni. «Quando si tratta di questioni che hanno a che fare con il risparmio dei cittadini e con la stabilità del sistema bancario bisogna sempre usare il massimo della prudenza possibile. E questo significa che di mozioni di questo tipo meno se ne fanno e meglio è», ha tuonato il presidente dei senatori piddini.

La freddezza del Colle

Resta in ogni caso scoperto il nodo del rapporto con il Quirinale e una freddezza che sembra persistere. Contatti con il Colle, spiegano gli uomini vicini a Renzi, sino ad ora non ce ne sarebbero stati.