Vaccini: senza documenti in regola, bimbi subito fuori dalle classi

C’è tempo al massimo fino all’11 settembre. Poi, le famiglie che non avranno presentato alla scuola la documentazione sui vaccini dei figli si vedranno rispedire i bambini a casa. Già dal giorno dopo. 

Ma sui vaccini basta anche l’autocertificazione 

«La presentazione della documentazione è requisito di accesso. Quindi, già per l’anno scolastico 2017-2018, a decorrere dal 12 settembre 2017, non potranno accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia i minori i cui genitori, tutori, affidatari non l’abbiano presentata entro i termini», si legge in una circolare del ministero dell’Istruzione sulla nuova legge sui vaccini. Per evitare di incorrere nella “espulsione” basterà comunque una autocertificazione, in cui si attesta di aver prenotato le vaccinazioni mancanti. A precisarlo è la stessa circolare, nella quale si legge che «per l’anno scolastico 2017-2018, in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alle Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate».

Tutti i documenti che si possono presentare 

Dunque, le famiglie hanno altre possibilità oltre alla presentazione dei documenti sull’avvenuta vaccinazione. E possono fornire alle scuole «idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge in base all’età; idonea documentazione comprovante l’avvenuta immunizzazione a seguito di una malattia naturale; idonea documentazione sanitaria comprovante la sussistenza dei requisiti per l’omissione o il differimento delle vaccinazioni; copia della formale richiesta di vaccinazione alla Asl territorialmente competente (con riguardo alle vaccinazioni obbligatorie non ancora effettuate), secondo le modalità indicate dalla stessa Asl per la prenotazione». 

Le scuole possono comunicare gli iscritti alle Asl

Le scuole, di contro, potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio per consentire la verifica della regolarità vaccinale, «senza aggiungere oneri burocratici a famiglie e pubblica amministrazione». A stabilirlo è stato il Garante della Privacy, Antonello Soro, intervenendo con «procedura urgente», dopo le richieste arrivate in questi giorni a ridosso dell’apertura dell’anno scolastico. «Al momento, invece, manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni», ha però precisato il garante.