Tunisino fermato a Trento: «La poliziotta non deve toccarmi». Poi il caos

Mentre a ogni ora che passa emergono via via nuovi particolari sull’orrore dello stupro di Rimini e sulla brutalità dei suoi esecutori, un altro emblematico episodio, legato ancora una volta all’agire di un immigrato nordafricano “ospite” del nostro Paese, rivela la mancanza di rispetto che fin troppo spesso la cronaca degli ultimi anni ha tradotto con i fatti in vero e proprio disprezzo sessista.

Tunisino fermato a Trento: rifiuta di costituirsi con una donna

Quanto accaduto risale all’inizio della settimana, ed è stato reso noto con un comunicato stampa dalla Questura di Trento, appena dopo l’arresto eseguito dagli agenti della Squadra Volante della città di un migrante tunisino, fermato per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: e come anticipato si tratta ancora una volta di un caso di discriminazione sessuale che vede come protagonista in negativo un immigrato di fede musulmana. Lo straniero era stato intercettato nella Piazza Santa Maria di Trento da una pattuglia impegnata in un controllo sul territorio nel centro cittadino, e se fin dalle prime battute ha dimostrato la propria insofferenza verso l’attività dei poliziotti, quando si è trattato di interloquire con un’agente di sesso femminile le cose sono degenerate ulteriormente. L’uomo, infatti, ha manifestato ed esplicitato apertamente anche a parole – in modo chiaro e offensivo – che non si sarebbe mai fatto identificare da una donna.

Poi aggredisce gli agenti a calci e pugni

A quel punto, visto il palese rifiuto, il tunisino è stato esortato dagli agenti a salire in macchina per poter essere condotto in Questura, dove sarebbe stato possibile procedere all’identificazione una volta per tutte. Il giovane però, non contento delle provocazioni e degli affronti fin lì indirizzati alle forze dell’ordine, a quel punto ha reagito anche aggredendo violentemente i poliziotti a calci e pugni e – come recita lo stesso comunicato diramato dalla Questura trentina – «provocando ad uno di loro una lesione al braccio con una prognosi di otto giorni». Un altro tipico esempio di come le “risorse boldriniane” rispondano ai precetti dell’ospitalità e agli appelli all’integrazione.