Tiburtino III, CasaPound pronta a bloccare il consiglio municipale

«Senza tavolo straordinario su Tiburtino Terzo, pronti a bloccare il Consiglio Municipale». Ad annunciarlo è stato il responsabile laziale di CasaPound Italia, Mauro Antonini, dopo l’aggressione ai danni di una mamma del quartiere da parte di alcuni profughi del centro di accoglienza e le proteste dei cittadini che ne sono seguite. 

I cittadini del Tiburtino III dimenticati dalle istituzioni

«Sapevamo che prima o poi sarebbe scoppiata una bomba sociale», ha proseguito Antonini, ricordando che «la struttura in questione rappresenta un’anomalia nel sistema di accoglienza. Nasce dalle ceneri del Baobab, non è lo Sprar, né Cara di Mineo, ma è un escamotage messo in atto dal Comune di Roma con il tacito assenso della Prefettura, volto a ospitare i cosiddetti “transitanti” la cui permanenza sul suolo italiano però non sembra essere così fugace». «È molto grave che Pamela, la signora italiana intervenuta per difendere il nipotino, sia stata trattenuta a forza e percossa all’interno del centro da parte di alcuni migranti. Ed è ancora più grave – ha sottolineato l’esponente di CasaPound – che il presidente del IV Municipio, Della Casa, non abbia avuto una parola di solidarietà nei confronti della donna aggredita, né di sostegno ai residenti del Tiburtino Terzo. Non una».

Una situazione difficile, denunciata da tempo

«Se accogliere questi signori significa fregarsene dei rischi per la sicurezza del proprio popolo, noi non siamo più disposti ad accogliere», ha quindi avvertito Antonini, ricordando che «lo stesso eritreo, reo di aver lanciato i sassi al bambino, era stato ospite del centro di via del Frantoio fino a luglio scorso e al momento della protesta soggiornava presso il Cas di via Staderini. Crediamo che la Croce Rossa debba dare risposte in merito al motivo per cui un transitante si trovi a transitare in Italia nei pressi del centro di via del Frantoio». CasaPound da tempo è impegnata al fianco degli abitanti della zona, che lamentano ormai da anni le difficili condizioni di convivenza con gli immigrati. Denunce che avrebbe dovuto rappresentare una avvisaglia, ma che sono sempre cadute nel vuoto. «In questi anni di battaglie e prese di posizione, nessun esponente dei partiti politici che ora ci esprimono solidarietà si è mai degnato di farci una chiamata», hanno scritto sui social i rappresentanti del comitato Tiburtino Terzo Millennio, riconoscendo invece un «supporto fattivo» a CasaPound. Lo stesso Antonini ha ricordato che il movimento «dal 2014 si batte per la chiusura del centro, attualmente gestito dalla Cri. Un paio di mesi fa abbiamo anche occupato simbolicamente l’ufficio dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Laura Baldassarre, con lo scopo di porre l’attenzione sulla situazione di emergenza in atto».