Stupri & donne prede, l’ultima “chicca” di D’Anna. Ora lasci il Senato (video)

Non raggiunge ancora le vette epiche del tristemente noto mediatore culturale della cooperativa emiliana Lai-Momo (quello che, scava scava, stupro è bello), ma se si impegna può farcela. Il senatore verdiniano Vincenzo D’Anna, un passato burrascoso tra le fila azzurre fino all’ingresso in Ala dopo aver aderito a Gal, è tornato a far parlare di sé dai microfoni di Radio Cusano Campus. «Io alle tre di mattina sconsiglierei a mia figlia di camminare in una periferia da sola, peggio ancora se è vestita in maniera disinvolta». Proprio così. Ma non è finita: «Sono abbastanza vecchio – aggiunge il senatore che sostiene il governo Gentiloni –  per ricordarmi donne più accorte. Una donna aggredita da un cingalese alle 3 di mattina un tempo non ci sarebbe mai stata. La donna porta con sé l’idea del corpo, l’idea della preda. Se si trova in periferia, sola in mezzo alla strada, può anche essere oggetto di un’aggressione».

D’Anna: la donna è preda e l’uomo…

Insomma l’uomo è caccaciatore, la carne è debole e la donna che va in giro di notte in fondo se la cerca: questa la sintesi del raffinato pensiero del senatore verdiniano che non è nuovo a fuor d’opera   che dimostrano la sua illuminata cultura “ancestrale”. «Qui tutti vogliono fare tutto io non sono un maschilista, ma il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo. È un istinto, sarà primordiale, quello che volete. Molte volte servirebbe un minimo di cautela – prosegue D’Anna –  non giustifico gli stupratori, gli darei 30 anni di carcere, ma serve attenzione e cautela da parte delle donne. Se cammina un uomo solo alle tre di notte non gli succede niente, se cammina una bella ragazza, magari vestita in modo provocante, e si trova in determinati ambienti, si espone». Si espone, capito? «Le donne hanno un appeal che è diverso dagli uomini, potrei parlare degli ormoni, dell aggressività. Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto, fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione di disponibilità da parte della donna…». 

Il web si scatena: fuori dal Senato

L’indignazione corre sui social: “anche l’evirazione è istinto primordiale”, sono centinaia i post che puntano l’indice contro D’Anna, che non è nuovo a episodi di rozzezza primitiva e disarmante conditi dei peggiori luoghi comuni. Nel 2015, durante la discussione sul ddl Boschi, occupò le cronache politiche per esssere stato protagonista di gesti non proprio eleganti nei confronti della senatrice grillina Barbara Lezzi provocando una bagarre in Aula che gli costò la sospensione. Sempre lui, all’epoca senatore in quota Gal, in un’altra occasione si lasciò andare davanti ai cronisti a descrizioni molto colorite delle sue colleghe: «Un sacco di persone intossicate di salamelecchi, di inchini talmente profondi che a molti di loro gli si vede il culo a furia di abbassarsi e non è un bel vedere».