Stupri di Rimini, l’imam provoca: «Tutta colpa della società occidentale»

Gli stupri di Rimini? Una intollerabile provocazione arriva da un imam: è tutta colpa dell’Occidente: «Sono senza Allah, devastati dalla società occidentale come altri ragazzi italiani»: così  dice in una intervista al Giorno Abderrahim Troumi , imam di Montecchio (Pesaro) dove vivono i due fratelli marocchini di 15 e 16 anni che hanno confessato la violenza sessuale.  Troumi conosceva i due ragazzi «da quando erano piccoli. Avevano 5-6 anni e qualche volta venivano da me per frequentare il catechismo e la scuola di lingua islamica. Ma non hanno fatto un percorso da bambini normali: il padre ha avuto continui guai con la giustizia per furti e droga, mentre la mamma, una donna di livello culturale molto basso, non lavora, non esce di casa e non frequenta la moschea».  E in questo contesto «poi sono venuti a contatto con la droga e non siamo riusciti a evitare l’irreparabile», spiega l’imam. Un disagio che tra i musulmani di Montecchio si tocca con mano: «I ragazzi, quando arrivano a 13-14 anni, o anche prima, si allontanano dalla moschea e non riusciamo più a controllarli. Il venerdì, giorno di preghiera, la maggior parte va nei bar e in discoteca, come del resto fanno gli altri giovani del paese e la maggior parte dei nostri connazionali conosce solo casa e lavoro, si sente persa di fronte alla complessità di una società che non comprende».