SIria, riparte l’Astana round tra Russia, Iran e Turchia: verso la pacificazione

Ha preso il via ad Astana, in Kazakistan, il sesto round di negoziati sulla Siria, dopo le consultazioni preliminari tra Paesi garanti, ossia Russia, Turchia e Iran, che si sono svolte ieri. Fonti diplomatiche hanno detto alla tv araba Al-Arabiya che nel corso di questi negoziati si svolgeranno una serie di riunioni sia bilaterali che a più parti tra rappresentanti delle delegazioni del regime e dell’opposizione, i tre Paesi garanti e quelli osservatori. Le fonti hanno rivelato che probabilmente “il processo di Astana sarà allargato a nuovi Paesi osservatori dal Medio Oriente” e che si potrebbe assistere a “un accordo sulla creazione di una zona di de-escalation nel Rif di Idlib, sul numero di forze incaricate di monitorare il cessate il fuoco e sulla natura delle loro funzioni e sulla creazione di un centro di coordinamento congiunto e di un team di lavoro per esaminare i dossier dei detenuti e per la ricerca dei desaparecidos”. Stando a fonti turche, i tre Paesi garanti hanno preso in esame durante la riunione tecnica che si è svolta ieri alcune questioni “spinose”, tra cui la situazione a Idlib, nel nord della Siria, alla luce dell’ipotesi di un’operazione militare turca a fianco delle fazioni dell’opposizione armata siriana per espellere il Fronte al-Nusra. Allo stesso tempo, fonti dell’opposizione hanno accusato Ankara di aver stretto un accordo con Teheran: il regime di Assad riprenderebbe il controllo dei quartieri meridionali di Damasco e in cambio l’Iran permetterebbe alla Turchia di esercitare la sua influenza su Idlib.