Scandalo alla Sapienza, inchiesta boom: esami truccati, cattedre pilotate

Sarebbe bastato votare nella commissione concorsi per l’allievo favorito da un barone per ottenere in cambio la promessa di accelerare la carriera, magari con una cattedra o con incarichi all’università di Roma La Sapienza. Cinque luminari di diritto, come riporta il Messaggero,  sono stati  spediti a processo dal gip  Fabio Mostarda con l’accusa di corruzione. Niente scambio di soldi.

Docenti universitari sott’inchiesta

I docenti, secondo la ricostruzione del pm Giorgio Orano, si sarebbero promessi scambi di favori per pilotare l’assegnazione di cattedre. Nel caso specifico, si legge ancora sul Messagero, il ruolo da prima fascia di diritto costituzionale all’Europea di Roma, univeristà privata  con base in via Aldobrandeschi. L’inchiesta, nata da un filone  di indagine della Guardia di Finanza di Bari è scaturita da alcune intercettazioni. Un docente si sarebbe attivato per garantire la cattedra al suo favorito. Il processo ora dovrà stabilire se le scelte erano dettate dalla visione del curriculum o dalle pressioni ricevute.