“Russia nella Ue, Nato a Mosca”: e il Dalai Lama parlò come Berlusconi

L’Ue comprenda la Russia. E la Russia sia nella Nato il cui quartier generale deve essere a Mosca. Boutade? Altrochè, parole del Dalai Lama. Che perciò parla ora come parlò Silvio Berlusconi allora. Incredibile? No, vero. In visita da quattro giorni in Sicilia, nell’ultima tappa di Palermo il capo spirituale del buddismo se ne è così uscito con una proposta che già il Cavaliere aveva avanzato anni addietro a proposito del rapporto tra Unione europea e Russia e tra Nato e Russia. Una visione innovativa e per certi versi rivoluzionaria, senz’altro controcorrente che a suo tempo aveva suscitato ilarità e scherno tra tuttologi e radical-chic nostrani e che invece oggi lega due personaggi così diversi.  “L’Unione europea deve comprendere la Russia, in modo da avere una grande Ue, senza paura e senza sfiducia. Il quartiere generale della Nato deve essere spostato a Mosca, in modo da bilanciare e avere un senso di sicurezza e di unione, dando l’esempio al mondo“: questo ha spiegato il Dalai Lama, a Palermo durante la conferenza “Educazione alla gioia“di cui è stato protagonista. Il leader spirituale Tibetano ha anche ribadito tutti i suoi sogni: “avere l’Unione dei Paesi africani, magari, se necessario, a tappe progressive. Poi l’Unione degli stati asiatici. Tutto questo può portare all’unione del mondo. E’ un sogno di un uomo di 82 anni, ma anche di molti che sono d’accordo: tutti dobbiamo prendere a cuore questo e andare nella stessa direzione“. E, infine, Il Dalai Lama se ne è uscito con una frase che non ammette repliche: “..la pace non viene dalle preghiere bensì dall’azione“. Beh, considerando che pure Silvio Berlusconi è quasi coetaneo del Dalai Lama, se ne desume che, come sempre, ponderatezza e capacità di immaginare soluzioni innovative per il futuro dei vecchi sia, ancora, del tutto inarrivabile per tanti giovani. Giovani che, spesso, presumono di sapere e di avere ogni ricetta in tasca, ma che messi di fronte alla cruda realtà dei fatti e dei problemi quotidiani falliscono poi miseramente. Significherà pure qualcosa. O no?