Roma fa paura, la capitale sulla lista nera delle ambasciate: consigliato il kit anti-stupro

Donne nel mirino: e dopo lo stupro di una turista finlandese nei pressi della centralissima piazza Fiume e la tentata violenza tentata al Campidoglio, Roma deve arrendersi all’immagine di città ad alto rischio. Di capitale pericolosa alla stregua di Raqqa, del Cairo, di Caracas e Mogadishu. E così, con buona pace della Raggi e dei romani da lei amministrati, dopo Napoli – inserita da una discutibile classifica stilata dal Sun tra le 10 città più pericolose al mondo – ora è la capitale a essere segnalata come meta di viaggi e vacanze ad alto rischio. Roma fa paura: e i siti di ambasciate e ministeri segnalano le avvertenze per l’uso…

Roma fa paura: l’allerta diramata dalle ambasciate 

E così, ecco fioccare sui siti delle ambasciate straniere e dei ministeri degli Esteri vademecum per i turisti e istruzioni dettagliate per le viaggiatrici, con tanto di kit e consigli anti-stupro suggeriti non proprio tra le righe. Certo quanto accaduto negli ultimi, a Roma come a Rimini e Firenze, non ha giovato all’immagine del Belpaese, e notoriamente le stazioni ferroviarie come i locali ad esse limitrofe non garantiscono sicurezza e tranquillità, ma nel caso della capitale il problema è decisamente più articolato e complesso. E se la diplomazia finlandese – l’ultima vittima di stupro, purtroppo, è stata proprio una ragazza di Helsinki vittima dell’abuso perpetrato in pieno giorno da un immigrato del Bangladesh con tanto di permesso di soggiorno per motivi “umanitari” – puntano l’attenzione soprattutto su furti e scippi, inglesi e americani allertano sul rischio violenze sessuali. E allora, «a Roma – si legge per esempio sul sito dell’ambasciata finlandese – è consigliabile fare molta attenzione agli scippatori durante gli spostamenti con i trasporti pubblici»; mentre su quello del Regno Unito l’indice è puntato contro gli “spiked drink” (bevande drogate), propedeutici allo stupro. Non per niente, come riporta nelle ultime ore La Stampa, sul sito della rappresentanza diplomatica della Regina Elisabetta si legge: «Alcol e droghe vi rendono meno attente e vigili. Se volete bere rispettate i vostri limiti e considerate che i drink serviti sono spesso più forti di quelli a cui siete abituati nel Regno Unito. Non lasciate cibi e bevande incustoditi perché le vittime di cocktail drogati possono essere rapinate e aggredite». E da un Paese all’altro il rischio sembra lievitare senza possibilità di controllo e, meno che mai, di smentita. Ed ecco che, anche dagli antipodi australiani, arriva l’avvertenza speciale a fare attenzione a bevande, ma anche a cibi che potrebbero essere drogati e agevolare le aggressioni. Per il resto, semaforo verde… 

E tra paura e allarmismi, arrivano la lettera della sindaca Raggi…

Insomma, pur facendo la tara su allarmismi e leggende metropolitane, l’immagine che emerge di Roma e dei suoi abitanti, è un’immagine malconcia, logora e da Bronx cittadino irredimibile. La Raggi e il suo staff si pongono il problema? E se sì, come pensano di risolverlo: in questi giorni in particolare il dramma sicurezza della città eterna ha rivelato tutti i risvolti da incubo che la cronaca denuncia ad ogni ora che passa. E forse è solo il sommerso… Ma «la violenza sulle donne è un atto barbaro. È importante lavorare per un cambiamento radicale, per creare quella cultura del rispetto che, come drammaticamente i fatti ci ricordano ogni giorno, ancora manca nella nostra società», ha ribadito in queste ore la sindaca Virginia Raggi. Che poi aggiunge anche: «Noi come Amministrazione siamo già all’opera. Siamo in stretta collaborazione con le Istituzioni e le forze dell’ordine per poter rendere la città più sicura». E poi giù a dissertare sull’utilità del ricorso a telecamere e gli oltre 4000 occhi elettronici disseminati per la capitale che, a detta della prima cittadina, dovrebbero fungere da deterrente: cosa che, però, ancora non sembra essersi verificata. Così come risulta ancora fin troppo inadeguato quello che la Raggi definisce in una lettera al Messaggero, «un altro settore importante: l’illuminazione stradale». «Abbiamo messo mano al piano Led per migliorare l’illuminazione del centro storico e delle periferie», assicura il sindaco: e viene da dire, meglio tardi che mai.