Roma nel baratro, non ci sono soldi: stop ai controlli antiterrorismo in metro

«Non mi pagano da quasi un anno, sono costretto a licenziare». Ha la voce segnata dalla rabbia impotente il proprietario della società Mib Security and Service, Amedeo Pantanella che chiede ad Atac gli «arretrati per poter retribuire i suoi dipendenti che svolgono controlli nella metropolitana di Roma». La sua società si occupa di servizi di sicurezza ed è specializzata con le unità cinofile nei servizi preventivi e operazioni di bonifica in tutte le aree sensibili e situazioni di alto rischio. I cani sono addestrati a fiutare esplosivo dentro pacchi, borse e buste di plastica.

Atac, stop ai controlli antiterrorismo

«Ho già anticipato quasi 300mila euro per gli stipendi – rivela –  ma ora non ho più soldi e sono costretto a lasciare a casa dodici persone». La Mib Security è stata chiamata due anni fa dalla capofila dell’appalto, la Italpol in quanto Atac, spiega, voleva dare «un segnale positivo sulla sicurezza», utilizzando le unità cinofile. L’Istituto di Vigilanza è autorizzato dall’Enci al possesso di cani specializzati nella ricerca di sostanze esplosive, addestrati con il metodo tedesco Sokks. «I controlli li facciamo in quelli che vengono considerati come “obiettivi sensibili” come, per esempio, la metro Piazza di Spagna, Termini e Colosseo. Da novembre dell’anno scorso non arrivano più fondi per gli stipendi – spiega Pantanella – così, non possiamo più andare avanti».

Le unità cinofile

I cani sono importanti per fiutare eventuali esplosivi in trolley, borse o buste di carta, ma non solo. «Danno anche sicurezza alla gente» conclude ricordando gli ultimi casi di violenza nella Capitale. «Sia per le donne, che magari viaggiano di sera, sia contro gli scippi. È un presidio di tutela importante. Peccato che non ci sarà più». L’azienda dei trasporti pubblici della Capitale, aggiunge Pantanella, ha assicurato «la sorveglianza nella stazione metro ci sarà comunque» e ha anche detto che «le unità cinofile non svolgono attività antiterrorismo». «Controlliamo che non ci siano buste, pacchi abbandonati con contenuto sospetto. I nostri cani sono addestrati alla bonifica anti-esplosivo. Certo, danno sicurezza. Come lo volete chiamare il nostro servizio? Prevenzione calma passeggeri? Sedativo contro la paura del terrorismo?», conclude con un pizzico di ironia. «Abbiamo lavorato per l’Atac? Ce lo ha chiesto l’azienda, mica è una nostra iniziativa. Perché non ci paghi? È gravissimo, ci sono delle famiglie che resteranno senza reddito», sottolinea, annunciando che chiuderà anche «l’associazione dei Volontari del Primo Soccorso Metropolitano».