Rimini, caccia al branco: fotogramma incastra le belve. Hanno le ore contate (Video)

Riconosciuti per prima dalla trans vittima dei loro abusi e ora inchiodati da quel fotogramma estrapolato dalle immagini registrate dalle telecamere di video-sorveglianza che circola in rete e giustifica la svolta degli investigatori.

Stupro di Rimini, trapela un fotogramma che inchioda le belve 

Investigatori che continuano a braccare i violentatori maghrebini di quella folle notte riminese di violenza e di dolore. Le loro immagini, registrate dalle telecamere di sorveglianza, sono state visionate dalle vittime: la ragazza polacca stuprata dai 4 è ancora sotto choc, e sembra non fosse proprio certa al 100% dei riconoscimenti, mentre il giovane ne avrebbe indicato in particolare un paio, confermando i riconoscimenti. Come la trans peruviana che in  quei volti, in quell’incedere, in quegli abiti, ha individuato i volti degli spietati aguzzini. E da quelle immagini è  trapelato un fotogramma estrapolato in cui si vedono, di spalle, tre dei quattro componenti del gruppo. Le telecamere mostrano tre giovani, con bermuda, un cappellino in testa, uno con la felpa e il cappuccio. Il fotogramma è del 26 agosto, quasi alle 4 di notte.

Le vittime hanno riconosciuto i loro aguzzini

E anche la donna di Legnano, aggredita il 12 agosto col marito, che non li aveva identificati nei fotogrammi, ha invece riconosciuto, da una foto segnaletica, uno dei suoi aggressori: un nordafricano. Gli inquirenti stanno mostrando le immagini anche ai personaggi che affollano la vita notturna riminese, pusher, buttafuori dei locali, migranti e esercizi che vendono kebab. La pista investigativa segue le loro orme e le impronte lasciate su una bottiglia. I quattro hanno le ore contate. La polizia scientifica è tornata sul luogo della seconda aggressione (quella alla trans), a caccia di nuove prove: gli inquirenti hanno trovato un frammento della bottiglia con cui il branco avrebbe minacciato la transessuale peruviana e ora si dovrà stabilire se ci siano impronte digitali che possano aiutare a identificare i responsabili dei due stupri. Finora, a quanto si è appreso, è emerso che il branco è composto da quattro persone tra i 20 e i 30 anni, quasi certamente di origine maghrebina. I quattro hanno le ore contate.