Quanto costa la bomba atomica di Kim? Meno di un sottomarino americano…

La domanda se la saranno fatta in molti: come fa un Paese economicamente arretrato come la Corea del Nord a sviluppare un programma nucleare e missilistico capace di tenere la politica internazionale (e le borse) in continuo stato di agitazione? I servizi di Seul hanno ora fatto i conti in tasca a Kim Jong-un e ne è uscito un risultato a sorpresa: il dittatore nordcoreano ha speso negli anni tra 1 e 3 miliardi di dollari, vale a dire meno di quanto gli americani spendono normalmente per un sottomarino d’attacco della classe Virginia (2,5 miliardi di dollari).

Possibile? Possibile. Il fatto è che i nordcoreani sono stati aiutati dai pachistani (ricordiamo che le potenze nucleari dell’Asia sono Cina, India e, appunto, Pakistan) che hanno passato alla dinastia Kim la loro tecnologia nucleare in cambio di quella missilistica.

Vale la pena ricordare che la Corea del Nord riserva alla spesa militare il 20-25 per cento del proprio bilancio e si tratta di una spesa in gran parte destinata al mantenimento dell’esercito e degli armamenti convenzionali. Il punto – come scrivono Guido Olimpio e Guido Santevecchi sul Corriere della Sera – è però che si tratta di una forza di combattimento “obsoleta e con poche riserve di carburante e munizioni, che non resisterebbe per più di un mese alla forza americana e sud coreana”. Di qui l’azzardo del dittatore di puntare le sue carte sugli ordigni nucleari che “sono l’assicurazione sulla vita per Kim Jong-un e per il suo sistema di potere”.

Il guaio è che questo azzardo sta finora riuscendo, complici i veti incrociati tra i grandi player mondiali, gli oscuri traffici di materiale nucleare tra “Stati canaglia” e scienziati senza scrupoli, i nervi fragili della cosiddetta comunità internazionale. Complice soprattutto l’indecisione della politica estera americana al tempo di Obama. È in questo vuoto politico che un personaggio come Kim può atteggiarsi a grande protagonista internazionale. E a un costo (economico e politico) decisamente modesto.