Punto per punto la strategia elettorale di Berlusconi. Resta fuori Alfano

Qualcuno l’ha ribattezzata la strategia dell’ “Aggiungi un posto a tavola“. Dopo la sua prima uscita ufficiale a Fiuggi, dove ha rivendicato la sua leadership e riaffermato la centralità di Forza Italia nel futuro centrodestra, Silvio Berlusconi continua a tessere la sua tela per riprendersi l’elettorato moderato (dopo la sbandata renziana) e dar vita a una nuova formazione che Renato Brunetta chiama ”quarto petalo”. Un petalo da aggiungere al ”quadrifoglio con FI, Lega e FdI”; Stefano Parisi la definisce ”quarta casa”, i più parlano di ”quarta gamba”. Berlusconi vuole allargare il più possibile la famiglia della coalizione e rafforzare la componente liberale.

Berlusconi, coinvolgere tutte le forze centriste

L’obiettivo è coinvolgere tutte le forze centriste, pescando soprattutto tra gli ex Dc del Pdl, dai “fittiani” di Direzione Italia ai malpancisti di Ap in rotta con Angelino Alfano, dai “liberali” di Enrico Zanetti ed Enrico Costa ai tosiani di “Fare!”, da “Idea” di Gaetano Quagliariello alla Dca di Gianfranco Rotondi. Della partita dovrebbe essere anche “Energie per l’Italia” di Parisi, che però prende ancora tempo. Questo rassemblement, ben visto negli ultimi sondaggi arrivati ad Arcore, potrebbe essere l’anticamera del listone unico alle politiche, se la legge elettorale dovesse rimanere così com’è. Va rilanciato un centrodestra vasto e inclusivo, che guardi a tutti coloro che sono parte della nostra storia, va ripetendo come un mantra da giorni l’ex premier. 

Sfiancare i grillini

L’ex premier è convinto che con un rassemblement ampio può togliere benzina e sfiancare i cinque stelle di Beppe Grillo, considerato il vero nemico numero uno. E la Sicilia, al voto il 5 novembre, potrebbe fare da apripista a questo progetto. Non a caso, Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, spiega: «Stiamo lavorando per dar vita alla cosiddetta quarta gamba del centrodestra, come abbiamo fatto in Sicilia.Vogliamo riaggregare dell’area democratica cristiana in Italia, siamo pronti ad accogliere chiunque ci stia. Mi auguro che ci siano anche Fitto e Zanetti. Vedo, poi, dentro Ap tutto un mondo democristiano in forte disagio per la questione delle alleanze elettorali». Quanto ai malpancisti di Ap, Berlusconi è pronto ad accoglierli tutti, tranne Alfano, cui non ha mai perdonato lo strappo dalla casa madre per allearsi con la sinistra. Raccontano che il Cav sia tornato a sentire al telefono con più assiduità anche Denis Verdini, leader di Ala. Parisi ancora non ha deciso se rispondere alla “chiamata di Silvio”. Intanto, al Senato circola sempre con più insistenza la voce che Roberto Formigoni e Gabriele Albertini siano pronti a passare con “Energie per l’Italia”. Resta alla finestra pure Fitto: il rapporto personale con il Cav non è certo dei migliori, ma sono in corso le trattative.