Pubblicità del Buondì, dopo la mamma l’asteroide fa fuori il papà (VIDEO)

Il potere neanche troppo occulto dei persuasori sul libro paga della pubblicità ha colpito ancora. Letteralmente. E così, dopo il putiferio scatenato sul web e amplificato dai media, sempre più cassa di risonanza dei social, stavolta le mitiche merendine – o meglio lo scetticismo ostentato con odiosa sicumera dai protagonisti-vittime dello spot, sull’alchemico connubio tra leggerezza e gusto che le contraddistingue – si impongono sulla scena eliminando il papà scettico. Dopo la mamma, è toccato a lui vestire i panni della seconda vittima nell’arco della stessa colazione di un asteroide più infuocato che mai.

Pubblicità Buondì, dopo la mamma l’asteroide fa fuori il papà

E così, in barba a codici di autoregolamentazione. Dopo decenni passati a idolatrare il modello della famigliola Mulino Bianco, non per niente entrata come neologismo nel lessico corrente come nel dizionario della lingua italiana, il noto brand di merendine sbaraglia il campo da buonismi e melasse vittoriane e post-romantiche: e per accreditare sul mercato un prodotto che sembrava finito negli archivi del dimenticatoio rispolvera l’arma del cattivismo imperante nell’ultima era della produzione Disney, come in pubblicità. Niente mammine dolci che stendono la pasta o paparini amorevoli che accettano di condividere il lettone con una schiera di figli. No: niente di tutto questo, ma due genitori scettici a cui tira i piedi una figlia viziatella e petulante.

Associazioni sul piede di guerra e social infuriati

Inutile dire che, anche in questo caso le associazioni a tutela dei minori – come l’Aiart (Associazione dei telespettatori e dei cittadini mediali) – hanno già annunciato che faranno ricorso all’Agicom e alla stessa Rai per tutelare tutti quei soggetti che possono essere negativamente colpiti da messaggi multimediali forti. Bambini, per esempio, che possono non avere gli strumenti idonei a decodificare ironia, sarcasmo e narrazione paradossale. Così come, a modo loro, sono scesi sul piede di guerra  social e blog. Ma ormai la strage mediatica è fatta: lo scetticismo sulla qualità dei prodotti reclamizzati morto, e i suoi “colpevoli” sostenitori uccisi. Insomma, con buona pace delle merendine, sicuramente buonissime, tutto questo parlare di auto-disciplina pubblicitaria, di codici contemporanei della comunicazione, di efferatezza mediatica e di spot inopportuni, ha reso tutto un po’ indigesto. Specie se parliamo di colazione…