Ogm e non solo: ecco come la destra tutela la qualità. Parla Bruno Murgia (FdI)

La destra è pronta ad affrontare le sfide di un’Italia rovinata da anni di lamgoberno, dall’invasione dei clandestini, alla crisi economica, al made in Italy, agli ogm, alla tutela dei nostri prodotti. Per ritornare a essere veramentde “patrioti”. Il deputato di Fratelli d’Italia Bruno Murgia illustra ai lettori del Secolo d’Italia la strategia del partito per cambiare radicalmente dando al Paese un nuovo passo per mettersi alla pari con le altre nazioni occidentali.

Onorevole Murgia, la recente sentenza della Corte di giustizia europea pone l’Italia nell’obbligo di apertura del commercio agli Ogm e nuove forme di alimentazione. Come si pone?
Un’Europa davvero autorevole e credibile valorizza le differenze agricole e alimentari di ciascun Stato membro e non si vende alla lobby del geneticamente modificato. L’Italia deve mantenere la propria potestà legislativa a difesa dei propri interessi nazionali che nell’eccellenza agricola e nella filiera dei controlli la rendono uno dei Paesi più sicuri al mondo. Non a caso i nostri prodotti alimentari sono i migliori sia per qualità che per varietà. La destra ha il dovere di tutelare il ceto produttivo agricolo italiano. Con Giorgia Meloni stiamo portando avanti una serie di iniziative di carattere programmatico per inserire nel programma del partito punti e spunti sulla tutela del patrimonio artistico, ambientale e agricolo italiano. Credo sia il modo migliore per costruire una destra che affronti le sfide della contemporaneità.

Il centrodestra può tornare al governo. Se dovesse tornarci dovrebbe affrontare la crisi migratoria e l’economia. Eppure sembrano problemi insormontabili…
I dati sono allarmanti, è vero. Sono priorità del Paese. Il governo dei flussi migratori – con tutto ciò che ne consegue in termini di percezione di insicurezza – è una faccenda di sicurezza nazionale, che va affrontata a tutto tondo. Il centrodestra può tornare al governo. Per questo bisogna cominciare a pensare a strategie, a vere e proprie narrazioni, di cosa siamo e cosa vogliamo. Della nostra identità, di come vogliamo il Paese. Fratelli d’Italia è il partito dei Patrioti. Vogliamo un contrasto immediato all’immigrazione clandestina e l’apertura di hot spot in Africa. Già sono in fase di studio alcune sperimentazioni. L’Italia soffre un peso troppo grande, e l’Europa è come sempre inerte sulle questioni che contano veramente.

E l’economia?
Trovo sbagliato continuare a parlare di Pil. Gentiloni continua a chiacchierare di zero virgola buttati qua e là in forum con lite imprenditoriali e bancarie, mentre le periferie continuano a declinare. I dati dell’Istat non evidenziano ciò che è più importante: non la quantità di quanto guadagniamo, ma la qualità della vita che ne deriva. E se quindi non ragioniamo su tutto ciò che ne consegue abbiamo un paradigma industriale senza senso del limite. È da questo che nascono l’abusivismo, l’inquinamento, il consumo indiscriminato del suolo. Ragioniamo su investimenti mirati nella green economy, sulla digitalizzazione, sulla cultura che crea economia. Bisogna ribaltare il ragionamento: non la quantità, ma la qualità.

Una destra nuova, quindi?
Non abbiamo bisogno di destre nuove. È un termine che poi si riferisce a correnti di pensiero intellettuale che, comunque, hanno già avuto il loro impatto in Italia. La destra basta che faccia autenticamente sé stessa. La spiego meglio: siamo Patrioti, e chi ama la Patria non può che amare l’Italia, tutta. Esiste un grande fermento culturale e politico. Va sistematizzato e riunito sotto una figura di sintesi come quella di Giorgia Meloni.