Pakistana inventa il monopoli delle nozze combinate: vince chi riesce a evitarle

Un business fortunato nato su un dramma: è stata questa l’intuizione vincente di una 24enne pakistana riuscita a sfuggire per anni alla mannaia del matrimonio combinato che i suoi genitori volevano “infliggerle”  – come tradizione culturale vuole, purtroppo in molte aree del mondo – e trasformando quella che è costume quasi imprescindibile a Islamab come a Karachi, in un affare imprenditoriale coronato dal successo: ideare e vendere un monopoli delle nozze decise a tavolino, con tanto di dadi, carte, pedine e scacchiere con cui sfuggire alla perfida zia che manovra combinazioni e unioni improbabili.

Un monopoli sui matrimoni combinati: vince chi riesce a evitarli

La giovane neo-imprenditrice si chiama Nashra Balagamwala e al di là di originalità d’intenti e risonanza mediatica riscossa dall’iniziativa, ha avuto soprattutto il merito di ricentrare l’attenzione su quella che in molte aree del mondo, importate anche in realtà migratorie di casa nostra, è una vera e propria piaga femminile e sociale. Un’incombenza alla quale in Pakistan è quasi impossibile sfuggire, ma alla quale l’intraprendente Nashra è riuscita a sottrarsi per anni con scuse e rimedi fittizi e temporanei – come insistere veementemente sul voler avere una carriera, indossare falsi anelli di fidanzamento, frequentare soprattutto amicizie maschili e, dulcis in fundo, abbronzarsi: la pelle scura, infatti, nella cultura pakistana è considerata decisamente meno attraente – fino a quando, a 18 anni, è volata a New York per studiare alla Rhode Island School of Design. Poi – come racconta il sito dell’Agi in un esaustivo servizio dedicato a questo curioso caso – «ha lavorato per la celebre azienda di giochi Hasbro, e mentre si avvicinava la data del rientro in Pakistan, ha avuto l’ispirazione. Ora quell’idea vedrà anche la luce, perché il progetto, lanciato su Kickstarter per ottenere l’investimento iniziale previsto di 6000 dollari, ha conquistato oltre 300 sostenitori, raggiungendo quasi 16mila dollari. Con quei soldi, Nashra pensa di poter realizzare almeno 500 giochi da tavolo nella prima produzione».

Le reazione all’iniziativa imprenditorial-culturale

In realtà, il sottotesto a margine che accompagna l’intera iniziativa commercial-culturale è ben più profondo e determinato a riscuotere un successo socio-mediatico di più ampio respiro, e l’obiettivo principale di Nashra, infatti, in questo senso è già stato raggiunto: mettere alla berlina e delegittimare un’usanza arcaica che crea dolore e disagio nelle giovani promesse spose. Non a caso, come riportato sempre dall’Agi: «Ho parlato di un tema che mette a disagio i pakistani – ha sottolineato la 24enne ironizzando – e quindi ora non sono più la perfetta sposa sottomessa che stanno cercando». E in effetti, alle tante reazioni di approvazione incondizionata per il coraggio e l’originalità dell’approccio al problema dimostrati da Nashra, si sono aggiunte anche moltissime reazioni polemiche: molti pakistani si sono sentiti offesi, arrivando a definire la giovane una «disgrazia perché ha parlato male della società». Ma lei non ha intenzione di fermarsi qui: «Parlare di questo argomento è stata una delle cose più difficili che abbia mai dovuto fare. Ho rischiato di perdere molto, ma l’ho fatto nella speranza che un giorno, una ragazza lì fuori guarderà a questa storia e le darà il coraggio di fare lo stesso»…