Onu alla deriva: il socialista Guterres soffoca il sogno di libertà dei curdi

Si infuoca la questione dei curdi. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, mette in guardia dalle conseguenze del referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno fissato dal leader curdo Massoud Barzani per il 25 settembre. “Il segretario generale ritiene che qualsiasi decisione unilaterale riguardo la convocazione di un referendum in questo momento possa distogliere l’attenzione dalla necessità di sconfiggere l’Isis, nonché dalla necessaria ricostruzione dei territori riconquistati e dal favorire un ritorno sicuro, volontario e dignitoso di oltre tre milioni di rifugiati e sfollati interni”, si legge in una nota del portavoce, Stephane Dujarric. Guterres “rispetta la sovranità, l’integrità territoriale e l’unità dell’Iraq e ritiene che tutte le questioni aperte tra il governo federale e il governo regionale del Kurdistan debbano essere risolte” attraverso il dialogo. Il segretario generale invita quindi i “leader in Iraq” alla “pazienza” e alla “moderazione”. E a una settimana dal referendum sull’indipendenza della regione del Kurdistan iracheno, le Forze Armate turche sono impegnate in esercitazioni militari al confine con l’Iraq. Teatro delle manovre è la provincia di Silopi e per i militari di Ankara le esercitazioni rientrano “nelle operazioni anti-terrorismo” che la Turchia effettua nella zona di confine. Secondo l’agenzia di stampa turca Dogan, alle manovre partecipano circa 100 mezzi militari, tank compresi. Per Ankara il referendum è una questione che riguarda la sicurezza nazionale della Turchia. Ankara ha chiesto ai leader curdi di rinunciare al voto. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che parlerà delle preoccupazioni di Ankara con il premier iracheno Haider al-Abadi a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. Ma Baghdad è già convinta: la Corte Suprema dell’Iraq ha infatti ordinato la sospensione del referendum per potersi esprimere sulla legittimità del voto. “La Corte Suprema – si legge in una nota – ha emanato un ordine di sospensione della procedura di organizzazione del referendum, previsto per il 25 settembre secondo disposizioni della presidenza del Kurdistan, fin quando non avrà esaminato i ricorsi ricevuti secondo cui questa consultazione è anticostituzionale”.