Noemi, dubbi e sospetti: ma l’autopsia non chiarisce le cause della morte (VIDEO)

Il caso dell’omicidio di Noemi continua ad essere alimentato da confusione e recriminazioni: lo scontro tra le famiglie della vittima e del killer non aiuta a fare chiarezza sulle dinamiche omicidiarie e, purtroppo, anche le speranze affidate ai risultati dell’esame autoptico non hanno escluso dubbi e possibilità diverse. L’unica certezza, al momento, è che oggi a Specchia saranno celebrati i funerali della 16enne di cui il 3 settembre si erano perse le tracce, poi, come drammaticamente noto, ritrovata cadavere sotto un cumulo di pietre 10 giorni dopo la misteriosa sparizione. Un mistero che, nei video mandati in onda dalla trasmissione Quarto grado che mescolano immagini riprese dalle telecamere e ricostruzioni televisive, rivela gli ultimi istanti di vita della povera Noemi Durini…

Noemi, l’autopsia non chiarisce le cause della morte

Oggi allora, al di là delle speculazioni, è il giorno del dolore. Il feretro di Noemi Durini, uccisa il 3 settembre scorso dal fidanzato reo confesso, è appena arrivato al centro della Protezione civile di Specchia, in provincia di Lecce, dove è stata allestita la camera ardente. Di qui nel pomeriggio si muoverà verso la Chiesa matrice dove il vescovo della diocesi di Ugento, monsignor Vito Angiuli, alle 16 celebrerà il rito religioso dei funerali. Ieri sera dopo la conclusione dell’autopsia all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce il feretro è stato riconsegnato alla famiglia che lo ha vegliato nella notte nell’abitazione dove vivono la madre e le sorelle della vittima. Nel frattempo, l’autopsia che si è svolta ieri (martedì 19 settembre ndr) non ha chiarito le effettive cause della morte di Noemi; del resto, l’accertamento dell’anatomo-patologo sulle cause della morte della sedicenne è stato difficile soprattutto a causa delle condizioni in cui il suo corpo ormai privo di vita è stato ritrovato. La difficoltà di arrivare a delle risposte certe, nette, sulle effettive cause della morte dell’adolescente leccese sono nate proprio dalla presenza di numerose lesioni rinvenute sui resti, in parte generatesi dopo l’omicidio e in parte dal delitto: quello che bisogna capire, allora, è quali siano i segni inferti dall’assassino e quali quelli provocati dai processi post-mortem.

Oggi i funerali di Noemi: e sul fronte investigativo…

Intanto, sul fronte degli aggiornamenti investigativi si riparte dalle dichiarazioni del killer reo confesso, detenuto per omicidio premeditato, il quale ha dichiarato già nei giorni scorsi di aver ucciso la sua fidanzata con una coltellata al collo: se gli ulteriori accertamenti medico legali – che come riportato dal sito dell’Ansa, ora proseguiranno con «esami istologici e cito-chimici sui tessuti prelevati dal cadavere» – riusciranno ad accertare con esattezza il giorno e l’ora della morte, e dovessero confermare questi sospetti, è probabile che Lucio abbia detto la verità su delitto. Certo, resterà ancora da accertare, invece, quale sia stata l’arma utilizzata e se ci sono stati eventuali interventi esterni oltre a quelli dell’assassino – ancora al vaglio degli inquirenti l’ipotesi di un complice e lo studio delle immagine su quell’auto ripresa dalle telecamere nelle campagne leccesi – ma quel che è ormai ineluttabilmente chiaro, e da subito, è che si è trattato di un omicidio brutale: ultimo atto di una faida di odio che con l’amore tra due ragazzini non ha niente a che vedere…