Noemi, chiesta dal pm la perizia psichiatrica su Lucio, il 17enne che l’ha uccisa

La possibilità era nell’aria dalle prime battute di questo doloroso caso di omicidio, e adesso si è concretizzata nella richiesta del pubblico ministero incaricato del caso del brutale omicidio di Noemi Durini, che ha formalizzato la necessità di effettuare ora, e non durante il processo, una perizia per verificare la capacità di intendere e di volere di Lucio, il killer 17enne reo confesso, attualmente detenuto presso il carcere minorile di Quartuccio, in Sardegna con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione, crudeltà e futili motivi. 

Noemi, chiesta la perizia psichiatrica per Lucio

Come riportato, tra gli altri, proprio in queste dal Messagero online infatti, «il pm del Tribunale per i minorenni di Lecce, Anna Carbonara, ha depositato una richiesta di incidente probatorio a carico del giovane. Gli stessi legali di Lucio nei giorni scorsi avevano presentato la richiesta di procedere ad una perizia che ne attestasse la capacità di intendere e volere al momento dei fatti». Fatti che finora, alla sola analisi del racconto di cronaca ricostruito dagli inquirenti tra interrogati e testimonianze, denuncerebbero un piano predefinito, sostenuto nei giorni della sparizione della povera Noemi – il cui corpo è stato rinvenuto lo scorso 13 settembre, dieci giorni dopo la sua misteriosa scomparsa, sotto un cumulo di pietre in una campagna di Castrignano del Capo – da bugie e probabili depistaggi, silenzi complici e incomprensibili omissioni, e su cui grava, soprattutto, quanto fin qui constatato sul giovane assassino: un adolescente difficile e sotto osservazione.

Un accertamento che è indispensabile fare ora

Per questo, spiega sempre il quotidiano capitolino nella sua edizione online, «l’indagine di carattere tecnico-scientifico è ritenuta rilevante per la decisione dibattimentale. Per il codice penale, infatti, la capacità di intendere e volere dei minori che hanno compiuto 14 anni, ma non ancora 18, non è presunta, come per gli adulti, ma deve essere accertata nel concreto». E allora, un’indagine perlustrativa che va effettuata ora e non in pieno dibattimento, «per evitare –come spiegato dalla magistratura – di pregiudicare irreparabilmente la valutazione psichiatrica del giovane», come noto un adolescente dai trascorsi difficili e dal temperamento violento.